Il mercato dei farmaci senza obbligo di prescrizione ha chiuso il 2025 con quasi 292 milioni di confezioni dispensate, in calo dell’1,5% rispetto al 2024, e una spesa complessiva pari a 3,2 miliardi di euro, in crescita del 2,8%. I dati provengono dalle elaborazioni di Assosalute–Federchimica su dati New Line Ricerche di Mercato e descrivono un andamento in continuità con il biennio precedente.
Dopo le oscillazioni degli anni pandemici, il mercato si mantiene su livelli superiori a quelli pre-Covid. Secondo Assosalute, il SARS-CoV-2, ormai endemico, continua a contribuire a una incidenza medio-alta delle sindromi respiratorie, insieme agli altri virus stagionali.
Stagionalità e incidenza dei disturbi guidano il mercato
Nel confronto con il 2024, il 2025 presenta una diversa distribuzione temporale della stagione influenzale. Il picco massimo di incidenza si è collocato nella 51ª settimana, anticipando quello della stagione precedente. La crescita e la successiva riduzione dei casi si sono sviluppate più rapidamente, con un maggiore ricorso ai farmaci da banco a inizio e fine anno e una contrazione dei consumi nel resto dei mesi.
Le dinamiche hanno inciso in modo particolare sui farmaci per l’apparato respiratorio, che rappresentano la prima area terapeutica del mercato. La categoria ha registrato flessioni a doppia cifra da maggio a settembre, fino a -18% ad agosto, a fronte di una minore circolazione dei virus responsabili delle sindromi da raffreddamento anche fuori stagione.
«Il 2025 conferma, ancora una volta, come l’andamento di breve periodo del comparto dei farmaci da banco sia strettamente legato a fattori esterni, quali la stagionalità e la maggiore o minore incidenza di disturbi comuni oltre che alla capacità delle aziende di continuare a innovare la gamma di offerta presente sul mercato per rispondere ai bisogni dei cittadini», commenta Michele Albero, Presidente di Federchimica Assosalute. «Certamente, su lungo periodo il settore soffre della mancanza di un allargamento dell’offerta in linea con alcuni dei principali Paesi europei: dal 2010, i volumi fanno osservare una erosione media annua del –1,7% mentre i fatturati mostrano un aumento medio annuale modesto e pari al +1,6%».
OTC in calo a volumi, SOP stabili. Farmacia primo canale
Nel dettaglio delle categorie, nel 2025 emergono differenze. Gli OTC chiudono l’anno con una contrazione dei volumi pari al -2,2%, mentre i SOP risultano sostanzialmente stabili (+0,2%). Anche sul fronte dei valori la crescita appare più contenuta per gli OTC (+2,1%), a fronte di un incremento più marcato per i SOP (+4,8%).
Le dinamiche distributive restano nel complesso stabili. La farmacia fisica concentra la quota prevalente delle vendite, con 254 milioni di confezioni dispensate (-1,6%), pari al 90,7% dei volumi e al 92,0% dei valori. Parafarmacie e corner della grande distribuzione registrano una contrazione delle confezioni, mentre l’e-commerce, pur in crescita (+7,7% a volumi e +13,4% a valori), mantiene un peso ancora contenuto sul mercato complessivo.
Una centralità che emerge in particolare nell’area dei farmaci legati ai bisogni acuti, come osserva Elena Folpini, Managing Director di New Line Ricerche di Mercato, che anticipa i dati delle prime settimane del 2026: «La farmacia fisica si conferma il luogo di elezione quando i cittadini esprimono un bisogno di salute urgente. Un ruolo che si riflette in modo evidente nell’andamento delle vendite dell’area SOP e OTC, per sua natura legata ai bisogni acuti. Tra i periodi in cui c’è stato un maggior ricorso ai farmaci da banco nel 2025 troviamo la 51esima settimana, in concomitanza con il picco, a cui è seguito un rapido ridimensionamento della spinta stagionale dell’influenza. Come conseguenza attesa, le vendite di SOP e OTC (-3,2%) nelle 6 settimane dal 4 gennaio al 8 febbraio si sono ridimensionate proporzionalmente. Ne hanno sofferto in particolare, sempre relativamente al segmento SOP e OTC, il mercato degli antipiretici (-7,4%), dei prodotti per la tosse (-14,8%) e per la gola (-12%), mentre fanno l’eccezione i decongestionanti nasali in crescita sostenuta (+13,4%), ad indicare anche una forte correlazione con le specifiche sintomatologie annuali».




