In Italia aumenta la fiducia nei professionisti della salute

In Italia aumenta la fiducia nei professionisti della salute

Ben due terzi dei cittadini italiani ritengono che i medici e tutti gli altri professionisti del settore sanitario stiano dando il massimo, e quindi ispirano fiducia anche in termini di prospettive future per la soluzione della crisi. Le più ottimiste sono le donne, la cui aspettativa arriva al 70% rispetto al 63% degli uomini.

È quello che emerge da un’Indagine Omnibus su oltre 60.000 persone condotta dall’istituto di ricerche YouGov Deutschland GmbH, per conto del Gruppo STADA, che analizza il sentiment della popolazione sulla gestione dell’emergenza sanitaria globale in Italia, Spagna, UK e Germania.

A differenza di altri recenti sondaggi (come quelli condotti dagli istituti Domos e Demopolis), che avevano rilevato un basso grado di fiducia degli italiani verso le istituzioni europee ma fiducia in crescita verso le nostre istituzioni e cariche politiche (presidente della Repubblica, Sindaci, presidente del Consiglio), dalla ricerca Stada emerge che solo 1 italiano su 7 ritiene che i propri politici siano veramente in grado di con fuori dall’attuale emergenza sanitaria. Si tratta della percentuale più bassa tra i 4 principali Paesi europei coinvolti nell’indagine.

Gli italiani sono risultati anche i più preoccupati, tra i quattro Paesi esaminati, sulla durata di questo periodo di incertezza, con particolare riguardo alle misure di contenimento (71%) e per il futuro delle loro famiglie e dei loro amici (68%). Poco meno di un terzo (32%) ha espresso preoccupazione per il proprio lavoro: dato più elevato della media, del 25%, rilevata nei quattro Paesi coinvolti nell’indagine.

Secondo il sondaggio, gli italiani ripongono tutte le proprie speranze nei medici e nelle altre professioni sanitarie. Ben due terzi di loro, infatti, ritengono che i medici e tutti gli altri professionisti del settore sanitario stiano dando il massimo.

Quasi due terzi degli italiani (62%) ritengono poi che la risposta all’emergenza sanitaria possa venire dai laboratori e dalle case farmaceutiche, che stanno effettuando ricerche per arrivare al vaccino. E ancora, meno della metà degli italiani (45%) ripone le proprie speranze nel fatto che i propri concittadini seguano rigorosamente le regole e le nuove normative, come quelle sul distanziamento sociale.

Più di tre quarti (78%)  ritengono che il Servizio Sanitario Nazionale stia reggendo bene all’attuale crisi.

«I risultati dell’indagine riflettono il periodo storico che sta vivendo in questo momento il nostro Paese», afferma Salvatore Butti, General Manager di EG Italia. «Se da una parte, la preoccupazione per il futuro è il sentimento che accomuna gran parte dei nostri connazionali, dall’altra, la ricerca sottolinea la fiducia che gli italiani ripongono sui professionisti del settore sanitario, riconoscendo il loro coraggio e dedizione messi in campo nella lotta in prima linea contro il coronavirus.»

Una fiducia che, come spiega Butti a Pharmaretail, è destinata a consolidarsi: «quanto è stato messo in campo da tutti gli operatori sanitari (medici, infermieri, farmacisti,) è sotto gli occhi di tutti. Il prezzo pagato è molto alto, sia in termini di contagi che di numero di deceduti. Tutto questo sono convinto che rimarrà a lungo nella memoria di tutti quanti noi».

Tra i professionisti sanitari ci sono anche i farmacisti che, fin dall’inizio della pandemia hanno rappresentato un presidio territoriale.

La ricerca afferma che il 28% degli italiani, soprattutto over 45, evita di recarsi fisicamente in farmacia, molto probabilmente per paura del contagio. La quasi totalità degli intervistati (97%) nega di fare scorta di medicinali OTC a causa dell’emergenza sanitaria e solo il 7% afferma di ordinare farmaci tramite canali online.

Un dato che appare in controtendenza con l’aumento generale dell’ecommerce dei prodotti della farmacia che, secondo i dati Netcomm, dall’inizio dell’emergenza è cresciuto del 76%. Commenta Butti: «In questo contesto dove le persone sono costrette a casa, non vi è dubbio che l’home delivery possa aver avuto un’impennata. Che sia stato fatto ricorso, in tutti i canali e non solo tramite e-commerce, a un utilizzo maggiore di immunostimolanti, vitamina C ed altri rimedi preventivi è certamente un dato di fatto. Questo però non significa, necessariamente, aver fatto scorte in generale di medicinali OTC. E, anche rispetto al prossimo futuro, trattandosi di sintomatici, non prevedo esplosioni dell’e-commerce per gli OTC».

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