Mascherine gratuite: Regione Lombardia si affida ai farmacisti

Mascherine gratuite: Regione Lombardia si affida ai farmacisti

Mascherine (e in alternativa sciarpe o foulard) obbligatorie da lunedì 6 aprile in Lombardia e contestualmente la Regione ha annunciato un maxi-piano di distribuzione gratuita di almeno 3 milioni di unità.

Sul sito della Regione si legge: “grazie a un accordo con Federfarma, 300.000 mascherine sono già in distribuzione e saranno disponibili presso le farmacie entro metà settimana, per chi ne avesse realmente bisogno o per chi dovesse sostituire un prodotto non adeguato. Saranno le stesse farmacie a individuare le persone in condizioni di fragilità, in base a indicazioni condivise con Regione Lombardia”.

E se le mascherine in molte farmacie sono arrivate già lunedì, sui criteri di assegnazione c’è stata un po’ di confusione iniziale. A che punto siamo? Risponde a Pharmaretail Manuela Bandi, titolare di farmacia e consigliera di Federfarma Milano: «mi risulta che a Milano città e hinterland le consegne siano avvenute, ma anche in gran parte della Lombardia. A ogni farmacia sono state consegnate 100 mascherine».

Ma per quanto riguarda i criteri di assegnazione ci sono indicazioni più chiare?

«Le indicazioni contenute nella circolare di Regione Lombardia sono molto elastiche e viene lasciato ampio margine ai farmacisti. La Regione ha indicato di privilegiare le categorie più fragili, individuando in prima battuta quelli identificabili dai codici di esenzione già comunicati, a partire dalla E30 che associa la patologia al basso reddito. Ma è lasciata discrezionalità al farmacista per i cittadini riconosciuti come fragili anche se non rientrano nelle categorie di esenzione».

Non si tratta di un margine di discrezionalità troppo ampio? C’è il rischio che il farmacista possa essere subissato di richieste da parte di utenti che non rientrano nelle categorie più fragili, visto non è richiesta nemmeno un’autocertificazione da parte del cittadino: «Certo questo rischio esiste e molti farmacisti forse avrebbero preferito regole più stringenti» conclude Bandi «ma mi sembra di capire che in questo momento la priorità è velocizzare la distribuzione. I moduli di autocertificazione avrebbero creato lunghe code e aumentato i contatti ravvicinati tra i cittadini e cittadini e farmacisti per questo si è limitati a una dichiarazione verbale per i pazienti che non rientrano nelle categorie delle esenzioni. Inoltre l’assenza di regole ferree rivela la fiducia da parte di Regione Lombardia verso i farmacisti e lo spirito di collaborazione che in questo periodo è fondamentale. Ognuno di noi conosce bene i suoi pazienti, le situazioni dei singoli, le patologie pregresse».

Nella circolare di Regione Lombardia non ci sono regole nemmeno sul numero di mascherine da consegnare a ciascuno, ma solo un’indicazione piuttosto generica: “Considerando che questo tipo di mascherina ha una breve durata, come riportato dai principali organi di stampa italiani ed esteri, pensiamo possa essere considerato congruo, in questa fase, consegnare un numero di tre/quattro mascherine ad ogni cittadino, salvo casi particolari che valuta il farmacista”.

Massima fiducia dunque verso le farmacie, che continuano a restare aperta e a svolgere funzioni essenziali nell’emergenza.

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