Le farmacie nella nuova sanità regionale, l’ultima tappa del roadshow Federfarma Lombardia

Le farmacie nella nuova sanità regionale, l’ultima tappa del roadshow Federfarma Lombardia

Si è tenuto il 10 gennaio al Palazzo delle Stelline, a Milano, l’evento conclusivo del roadshow “Salute, un bene del territorio. I presidi territoriali e il futuro della sanità”, promosso da Federfarma Lombardia che ha raccontato in 12 tappe il contributo delle farmacie nell’ambito della recente riforma sanitaria. Il tour è stato l’occasione per discutere il nuovo assetto previsto dalla legge regionale 22/2021, con il rilancio della rete ospedale-territorio e il ruolo essenziale delle farmacie nella riorganizzazione delle cure primarie.

Ad aprire i lavori della tappa milanese, al Palazzo delle Stelline, Attilio Fontana, Presidente di Regione Lombardia, Carlo Borghetti, Vicepresidente Consiglio regionale della Lombardia e Stefano Bolognini, Assessore allo Sviluppo Città Metropolitana, Giovani e Comunicazione di Regione Lombardia. Sono intervenuti, tra gli altri: Emanuele Monti, Presidente della III Commissione Sanità e Politiche Sociali di Regione Lombardia, Annarosa Racca, Presidente di Federfarma Lombardia, Walter Bergamaschi, direttore generale ATS Milano, Andrea Mandelli, Presidente Federazione Ordini Farmacisti italiani e altri esponenti di primo piano della politica e della sanità lombarda. Lamberto Bertolé, Assessore al Welfare e Salute del Comune di Milano, ha chiuso i lavori.

Attilio Fontana, Presidente di Regione Lombardia, ha ringraziato il mondo della farmacia per il supporto dato durante la pandemia e ricordato che la legge 22/2021, oltre ai contributi previsti dal PNRR, ha ricevuto un ulteriore incremento di risorse da parte di Regione Lombardia: «si tratta di una legge che prevede un grande partecipazione delle farmacie nella gestione territoriale della sanità, perché tutte le componenti devono collaborare per fornire risposte ai cittadini e le farmacie in questi anni hanno dimostrato di essere un grande supporto. Credo che sia importante continuare in questa direzione, e confermare il ruolo della farmacia come imprescindibile punto di riferimento territoriale per una sanità più vicina ai cittadini»

Stefano Bolognini, Assessore allo Sviluppo Città Metropolitana, ha a sua volta sottolineato il lavoro straordinario delle farmacie durante gli anni del Covid ed evidenziato che la riforma attribuisce un ruolo istituzionale ai farmacisti «si tratta di un grande passaggio culturale, in una riforma che va nella direzione di migliorare ancora di più la sanità in Lombardia, attraverso presidi più vicini ai cittadini, le case di comunità, le farmacie, ma anche gli ambulatori all’ interno delle case popolari».

Carlo Borghetti, Vicepresidente Consiglio regionale della Lombardia, ha detto: «le farmacie hanno dato un contributo eccezionale e credo vadano ulteriormente valorizzate. Ci sono ancora dei nodi critici da sciogliere nella riforma e un’architettura tra tutti gli attori da costruire: Case di comunità, farmacie che possono essere collegate attraverso la digitalizzazione, ASST, ATS».

«Questa iniziativa ci ha dato la possibilità di illustrare non solo ai cittadini ma anche agli amministratori locali non appartenenti all’ambito prettamente sanitario il ruolo che gioca la farmacia nella riforma regionale, ha dichiarato la Presidente di Federfarma Lombardia, Annarosa Racca. «Una farmacia che oggi, pur mantenendo come priorità la gestione e la dispensazione del farmaco, si è evoluta e ha saputo rispondere ai bisogni della popolazione con nuovi servizi di prossimità. Il tutto con il fine ultimo di rendere la sanità ancora più innovativa e vicina ai cittadini». Racca ha aggiunto: «Chiudiamo questo tour in cui abbiamo raccontato quello che abbiamo fatto e quello che vogliamo fare nei prossimi anni. Abbiamo dimostrato di esserci sempre e i cittadini ci hanno riconosciuto questo ruolo, come si evince anche dal Rapporto 2022 Cittadinanzattiva-Federfarma. Guardando allo spaccato lombardo dell’indagine, infatti, è emerso che per oltre il 90% degli utenti la fiducia nei confronti della farmacia nel corso dell’ultimo anno si è mantenuta stabile o è cresciuta. Una farmacia su tre è vaccinatrice in Lombardia, un risultato straordinario. E in questi anni i giovani si sono avvicinati alle farmacie, dimostrando che la farmacia non è più solo un presidio rivolto alle persone anziane. Puntiamo a convenzionarci con regione Lombardia e a lavorare sulla riconciliazione farmacologica».

Walter Bergamaschi, direttore generale ATS Milano ha sottolineato che senza il collegamento diretto tra farmacie e ATS non sarebbe stato possibile fronteggiare con tempestività le esigenze dei cittadini durante la pandemia: «La prossimità è vincente, solo nell’ultimo mese più del 50% delle vaccinazioni antinfluenzali sono state fatte in farmacia.  Adesso usciamo da un periodo emergenziale e dobbiamo rendere sistematica questa collaborazione all’interno di un sistema di integrazione sanitaria sul territorio, che non deve essere un’imitazione “povera” dell’ospedale, ma rappresentare un modello di assistenza diversa, più attenta alla persona e meno alla patologia. C’è un dibattito che sembra mettere in competizione Case di comunità e farmacie è sterile, invece dobbiamo lavorare in rete e mettere insieme tutti i pezzi in un sistema integrato, anche perché una casa di comunità è prevista ogni 50.000 abitanti, una farmacia ogni 3000».

Andrea Mandelli, Presidente Federazione Ordini Farmacisti italiani ha ricordato che: «nel 2006 sembrava un sogno dire che avremmo fatto quello che facciamo ora, come diventare vaccinatori. Abbiamo scritto una pagina importante per il futuro della professione, siamo riusciti anche a ragionare con le università per modificare il percorso di studi, ma la vera sfida comincia ora, ed è giusto sognare in grande, in un contesto in cui mancano i medici: in piena unione e nel rispetto di tutti i professionisti mi auguro che il farmacista possa diventare anche prescrittore. È questa la “palla” che lascio alla politica perché la percezione del cittadino e la sua fiducia nella farmacia possa trasferirsi pienamente anche alla percezione della politica».

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