I claim “sostenibili” sulle etichette aumentano le vendite

I claim “sostenibili” sulle etichette aumentano le vendite

Sono sempre più numerosi i prodotti sulle cui etichette viene segnalato l’impegno delle aziende nel miglioramento del loro impatto ambientale lungo tutta la filiera, a conferma che l’area emergente di questi ultimi mesi è senza dubbio quella della sostenibilità.

 

La nona edizione dell’Osservatorio Immagino GS1 Italy, che incrocia le informazioni riportate sulle etichette di oltre 120.000 prodotti con le rilevazioni Nielsen su venduto, ha rilevato che il giro d’affari dei prodotti “green” supera i 10 miliardi di euro e, in un anno, è cresciuto di +7,6%.

Più 10% di vendite per le certificazioni etico-sociali

L’Osservatorio Immagino ha fotografato l’universo dei claim sulle etichette, rilevandone 24 e organizzandoli in quattro aree: management sostenibile delle risorse, agricoltura e allevamento sostenibili, responsabilità sociale e rispetto degli animali.

Un lavoro di analisi che ha consentito di misurare quanto la sostenibilità sia diventata un tema di comunicazione anche sulle etichette: sono oltre 26.000 i prodotti coinvolti (quasi il 22% del totale) e nel 2020 avevano realizzato oltre 10 miliardi di euro di giro d’affari (26,2% del totale), in crescita del 7,6% rispetto ai dodici mesi precedenti. Il fenomeno riguarda sia l’offerta che la domanda; un maggior impegno da parte delle aziende (sia di produzione che di distribuzione) a fronte di una crescente sensibilità da parte del consumatore. L’attenzione al tema della sostenibilità si sposa con quello della circolarità in ogni fase del ciclo di vita dei prodotti: dal design  all’approvvigionamento, alla produzione, alla distribuzione, all’utilizzo, allo smaltimento e alla gestione dei rifiuti.

«Rispetto allo scorso giugno il numero dei prodotti che indicano in etichetta se e come riciclarne il packaging è cresciuto di +3%», ha spiegato Marco Cuppini, research and communication director di GS1 Italy.  «E questa informazione “paga”: nel corso del 2020 sono aumentate le vendite dei prodotti che comunicano la riciclabilità del packaging, mentre il bilancio è stato negativo per chi non ha comunicato nulla». In un futuro prossimo l’attenzione del legislatore verso questi temi darà un’ulteriore spinta al fenomeno. «La parola sostenibilità ha definitivamente trovato un posto stabile nelle strategie aziendali. Azioni concrete e misurabili eviteranno che il suo significato sia diluito o svuotato, ma anzi daranno una spinta per un  suo ulteriore rafforzamento».

Un focus è stato fatto sui prodotti “cura casa”: quasi uno su dieci presenta in etichetta almeno uno dei sette claim “ecologici” individuati dall’Osservatorio Immagino. Si tratta di 1.095 prodotti che detengono una quota del 10,0% sul sell-out complessivo del reparto e su cui l’anno scorso la pressione promozionale è rimasta contenuta (22,8%). Il claim che ha usufruito maggiormente di questa dinamica è “biodegradabile”, il più rilevante del green nel “cura casa” con il 4,3% delle referenze per il 4,1% del sell-out totale: nell’ultimo anno i 494 prodotti con questo claim on pack hanno aumentato di un terzo il loro giro d’affari (+33,5% sul 2019), arrivato a superare i 107 milioni di euro. Un netto miglioramento rispetto al +14,3% che avevano ottenuto nel corso del 2019.

Infine, nel 2020 è aumentato di quasi dieci punti percentuali il giro d’affari realizzato dai prodotti che evidenziano sulle etichette una delle tre certificazioni etico-sociali rilevate dall’Osservatorio Immagino. In questo paniere rientrano 5.724 prodotti (il 4,8% del totale) per un sell-out superiore a 2,8 miliardi di euro, pari al 7,3% delle vendite complessive di tutte le referenze del perimetro Immagino. L’anno scorso l’offerta si è espansa del 5,6% mentre la domanda è cresciuta del 4,0%. Le categorie che hanno maggiormente partecipato alla crescita di queste tre certificazioni del mondo della responsabilità sociale sono state il latte Uht, la pasta fresca ripiena, la carta igienica, gli asciugamani e i rotoli di carta, i gelati multipack, il pesce surgelato naturale e la panna Uht. La certificazione più rilevante, sia in termini di prodotti coinvolti che di vendite, è stata FSC (Forest Stewardship Council): nel 2020 ha accomunato 5.116 referenze (4,2% del totale) il cui giro d’affari è cresciuto del 10,1% su base annua, arrivando al 6,8% di quota assoluta. Il maggior tasso di crescita del 2020 lo ha ottenuto la certificazione Fair-trade, che ha conseguito un aumento del 10,1% delle vendite rispetto all’anno precedente.

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