Quali professioni per il Pharma 2.0? L’intervista a Roberto Adrower, docente all’ Università La Sapienza di Roma

Quali professioni per il Pharma 2.0? L’intervista a Roberto Adrower, docente all’ Università La Sapienza di Roma

Il settore della salute segue il trend del cambiamento compiendo grandi passi in tema di digitalizzazione. Un mondo che da diversi anni è sotto l’occhio del ciclone delle grandi aziende digitali: Amazon, Google, Alibaba, sono infatti alla costante ricerca di soluzioni innovative per penetrare sempre più pervasivamente nell’e-health.

Il cambiamento riguarda le aziende ma anche le figure professionali che hanno la necessità di adattarsi agli sviluppi del settore. Come si sta evolvendo la figura del farmacista per adattarsi al sistema?

Abbiamo rivolto questo quesito a Roberto Adrower, professore presso il Corso di Laurea di Scienze Farmaceutiche Applicate, nell’ambito della Facoltà di Farmacia e Medicina dell’università Sapienza di Roma.

Il mondo dell’informazione scientifica sta cambiando, e anche i corsi di laurea più tradizionali, come la facoltà di farmacia, cercano strade nuove per essere al passo con i tempi.

 

Come sta cambiando la formazione universitaria?

Nella mia attuale esperienza universitaria presso il Corso di Laurea di Scienze Farmaceutiche Applicate, nell’ambito della Facoltà di Farmacia e Medicina della Sapienza, ho riscontrato una grande richiesta di nuove materie, più inclini all’aggiornamento sulle tematiche legate al marketing e alla comunicazione. Insegno Marketing e Tecniche di Accesso al Mercato Farmaceutico, un mix formativo tra competenze medico scientifiche e business, alla base della nostra filosofia. L’obiettivo del corso è quello di armonizzare concetti più semplici, con alcuni più avanzati del Social Marketing nell’HealthCare.

 

Quali sono figure professionali di maggiore interesse e maggiormente richieste dal mondo farmaceutico?

I nostri studenti già al primo anno chiedono di conoscere i ruoli aziendali, le competenze necessarie che il Farmamondo richiede.  Nell’approccio accademico ci sforziamo di presentare oltre ad aspetti teorici, anche modelli e case history che stimolino i ragazzi a ragionare su come entrare nel vivo del mondo reale, nel quotidiano aziendale, che hanno lo scopo di aprire le menti verso “nuovi mestieri”, completando il percorso con un training on the job direttamente presso alcune aziende farmaceutiche, per fare esperienze diverse dalla scelta più tradizionale legata al loro corso di laurea.

 

Quali richieste pervengono maggiormente dai giovani universitari in vista di una prospettiva lavorativa sempre nuova?

Posso fornire qualche elemento che deduco dalle richieste e dagli argomenti che i ragazzi mi chiedono di svolgere nelle tesi di laurea. Nello specifico pongo due domande iniziali a chi decide di affrontare un percorso di tesi compilativa o sperimentale: “Che cosa le piace del Marketing”  e “Che cosa vuol fare da grande?” La maggioranza ha idee chiare ed è molto interessata a comprendere quali competenze siano necessarie lavorare in azienda.

 

Quali sono i nuovi ruoli nel Pharma che possono essere “appealing” per le nuove generazioni?

Immaginarsi più Social e Multimediali, anche in una professione scientifica come può essere quella del farmacista può sembrare la parola d’ordine per un Pharma appeal che attiri le nuove generazioni al mondo lavorativo.

 

Quale potrebbe essere la formula vincente per un nuovo modello farmaceutico?

La mia personale idea è quella di costruire un mix di competenze off e online. A mio avviso sarebbe opportuno che ogni azienda cominciasse a sperimentare un modello di affiancamento tra Manager di consolidata esperienza con giovani “social oriented” per prepararsi insieme a muoversi tra tradizione e nuovi modelli comunicativi. Tutto ciò potrebbe portare ad esempio a una analisi obiettiva di quale quota di investimenti promozionali spostare dal modello tradizionale a quello multimediale, senza restare troppo ancorati o troppo entusiasti dell’uno o dell’altro. Un esempio applicativo? Se è vero che ogni azienda ha dal 25 al 35 % dei propri prodotti nelle aree dei “mature brand” e se è vero che il 42% della spesa farmaceutica a carico dei pazienti è generata da prodotti maturi, pensare ad un progetto di rivitalizzazione attraverso i social di alcuni di questi prodotti, potrebbe essere una opportunità non trascurabile.

 

Una buona strategia per chi opera in questo settore è dunque quella di mettere in campo nuove figure come i Social Media Manager completamente dedicati a comunicare sui social, costruire Social Opinion Maker che sappiano trasmettere informazioni scientifiche chiare ed efficaci e che contrastino le fake news, potenzialmente distruttive per le aziende ma anche per il Sistema Salute in generale

E anche la farmacia, che si appresta a diventare multimediale e a trasformarsi nel tempo anche in un negozio digitale attraverso l’e-commerce, necessita di farmacisti che padroneggino le conoscenze base. A partire dal social advertising per promuovere i propri prodotti, un argomento che affronteremo nel prossimo articolo dedicato alla formazione.

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AUTORE
stefania alvino

Giornalista pubblicista dal 2005, con esperienza in radio, tv e carta stampata. Laureata con lode in comunicazione digitale presso La Sapienza di Roma, ha conseguito un Master in Giornalismo Radio Televisivo ed in Digital Marketing e Social Media Communication presso la LUISS Business School. Esperta di digitale, nuovi media e multicanalità, dal 2010 ricopre il ruolo di Digital & Multichannel Manager nel settore farmaceutico.