Le operazioni di acquisizione e cessione stanno ridisegnando gli equilibri tra i principali operatori dei network di farmacie in Italia: Dr. Max accelera la propria espansione nel Paese superando quota 300 farmacie grazie all’acquisizione di Farmacie Italiane, mentre Hippocrates ha avviato il processo di vendita della sua rete di 629 farmacie, stimata oltre 3 miliardi di euro. Secondo quanto riportato dal Corriere della Sera, e da altre testate giornalistiche finanziarie, la procedura di vendita di Hippocrates dovrebbe entrare nella fase operativa a partire da settembre.
Dr. Max, primo network in Europa per farmacie di proprietà
Dr. Max ha annunciato, con un comunicato stampa, la sottoscrizione di un accordo vincolante con F2i e con il socio di minoranza Farmacrimi, per rilevare il 100% della società. Farmacie Italiane è una realtà di riferimento nel settore con una rete composta da 44 farmacie, 4 parafarmacie e dall’e-commerce Loreto Gallo e l’operazione segna un passaggio strategico nel percorso di crescita di Dr. Max in Italia. Il completamento dell’acquisizione è ora subordinato al verificarsi delle condizioni sospensive previste dall’accordo, tra cui l’ottenimento delle autorizzazioni richieste da parte dell’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (Antitrust).
Dr. Max parte da una base di circa 250 farmacie di proprietà in Italia e grazie a questo accordo farà un passo decisivo nel suo piano di espansione, rafforzando la propria presenza nelle città metropolitane del centro e sud Italia. L’operazione consente al gruppo di integrare una piattaforma che nel 2025 ha registrato un fatturato consolidato pari a 219 milioni di euro.
Lo scopo di Dr. Max è estendere un modello di farmacia moderno che riflette la promessa ‘la salute per tutti, tutto per la salute’, coniugando assortimento e servizi accessibili a prezzi sempre convenienti. «Questa acquisizione strategica rappresenta una pietra miliare nel percorso di crescita internazionale di Dr. Max. Reduce da un 2025 da record, che ci ha visti diventare la prima catena in Europa per numero di farmacie di proprietà, continuiamo a investire in persone e mercati chiave per la nostra strategia a lungo termine. L’Italia, in particolare, si conferma un pilastro centrale della nostra strategia globale» ha dichiarato Leonardo Ferrandino, President & CEO Dr. Max Group.
Valorizzare il ruolo dei farmacisti
L’integrazione della nuova rete permetterà di estendere le economie di scala del Gruppo, garantendo ai cittadini una offerta di prodotti e servizi a prezzi competitivi e una capillarità sul territorio sempre più efficiente. Questa operazione «capitalizza lo straordinario lavoro svolto negli ultimi 24 mesi, durante i quali abbiamo integrato con successo oltre 155 farmacie, costruendo una solida base di 250 filiali dirette e una squadra di quasi 1.500 professionisti» commenta Alessandro Urbani, CEO Dr. Max Italia «Il nostro obiettivo è contribuire in modo ancora più incisivo alla modernizzazione del settore, sfruttando la nostra esperienza internazionale e mettendo al centro i due pilastri fondamentali. Il primo è il paziente-cliente, per il quale desideriamo una salute accessibile garantendo prezzi convenienti e servizi innovativi. Il secondo sono i farmacisti, protagonisti chiave sul territorio, il cui ruolo deve essere valorizzato».
Il piano di investimenti e innovazione di Dr. Max in Italia entra in una nuova fase di accelerazione nel 2026, con una crescita del fatturato attesa intorno ai 550 milioni di euro, a cui si aggiungerà il contributo della nuova acquisizione. In questo scenario, il gruppo punta a consolidare il proprio posizionamento come operatore omnicanale nel mercato italiano, attraverso lo sviluppo di servizi di quick commerce che uniscono canale digitale e rete fisica. Tra questi rientrano la prenotazione dei farmaci con ricetta, il ritiro in farmacia e la consegna rapida a domicilio: soluzioni pensate per offrire un’esperienza sempre più integrata a oltre 1,5 milioni di clienti loyalty in Italia
Hippocrates è controllata all’80% da un fondo francese
La cessione della quota di maggioranza di Hippocrates Holding è al centro di un processo avviato da Antin Infrastructure Partners, fondo francese che oggi controlla circa l’80% del capitale del gruppo. L’ingresso di Antin risale al 2021, quando Hippocrates aveva una dimensione contenuta rispetto all’attuale, con ricavi nell’ordine dei 300 milioni di euro e un valore d’impresa stimato intorno ai 600 milioni. In pochi anni, la società ha completato un’importante fase di espansione, trasformandosi in uno dei principali operatori del mercato italiano delle farmacie. Secondo quanto riportato da fonti finanziarie, alcuni tra i più importanti investitori internazionali di private equity, tra cui Pai Partners, Kkr, Eqt, Partners Group, Permira, Cvc Capital Partners e Tdr Capital, sarebbero interessati all’acquisto. Anche Dr. Max, gruppo controllato dalla holding ceca Penta, avrebbe avviato valutazioni sul dossier, confermando l’attrattività strategica dell’operazione. La valorizzazione complessiva di Hippocrates, oggi indicata in oltre 3 miliardi di euro, rifletterebbe anche il peso della struttura finanziaria costruita a supporto del piano di crescita: circa 1,2 miliardi di euro di debito bancario destinati a sostenere acquisizioni e sviluppo della rete. Accanto ad Antin restano gli azionisti di minoranza, tra cui i Cofondatori e Co-Ceo Davide Tavaniello e Rodolfo Guarino, che complessivamente detengono circa il 20% della società; alcuni degli attuali soci potrebbero valutare un reinvestimento nell’operazione, mantenendo così una partecipazione anche nella futura configurazione proprietaria.




