Dopo mesi di confronto, arriva l’intesa sul rinnovo del Contratto collettivo nazionale delle farmacie comunali, scaduto il 31 dicembre 2024. L’ipotesi di accordo è stata sottoscritta lo scorso 16 settembre da Assofarm e dalle organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. Il nuovo contratto applicato alle lavoratrici e ai lavoratori delle Farmacie speciali, gestite o partecipate dagli Enti Locali, interviene in maniera significativa sia sulla parte economica sia su quella normativa.
Aumenti salariali, riconoscimento delle professionalità e nuove tutele
Secondo quanto riportato dai sindacati, sul piano economico ci sarà un aumento fino a 220 euro mensili a regime al 1° livello, attraverso quattro tranche a partire da ottobre 2026, con una nuova scala parametrale che rafforza gli incrementi per gli inquadramenti più bassi ed elimina il 6° livello. È, inoltre, prevista una tantum di 500 euro al 1° livello, da corrispondere in due tranche nel 2027. Per quanto riguarda il recupero del potere d’acquisto, l’accordo prevede un meccanismo di adeguamento salariale nel caso in cui l’andamento dell’inflazione superasse le previsioni. «L’intesa, siglata dopo 20 mesi di trattativa, sancisce un cambio di passo significativo improntato ad una visione condivisa. Il nuovo impianto coniuga aumenti salariali, riconoscimento delle professionalità e nuove tutele, istituendo sedi paritetiche di confronto costante finalizzate a governare l’evoluzione del settore» hanno dichiarato in una nota Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs.
Un punto particolarmente importante per i sindacati è che già dal 1° ottobre 2026 sarà introdotta anche un’indennità professionale di 30 euro mensili per i farmacisti, cui si aggiungono 20 euro mensili per i farmacisti vaccinatori che partecipano effettivamente alle attività vaccinali. Per questi ultimi, l’incremento complessivo può quindi raggiungere 270 euro mensili a regime. Tale indennità non è subordinata all’obbligo di svolgere particolari servizi, ma rappresenta il riconoscimento contrattuale della professionalità della farmacista e del farmacista. Il rinnovo prevede anche un percorso permanente di confronto a livello nazionale e regionale, sulla trasformazione della farmacia, sull’organizzazione del lavoro, delle professionalità, della formazione e della sicurezza.
Andrea Mandelli, Presidente della Federazione degli Ordini dei Farmacisti Italiani (FOFI), ha espresso soddisfazione per l’accordo e ha dichiarato: «è un risultato che va nella direzione che la Federazione sostiene da tempo: accompagnare l’evoluzione della professione valorizzando le prestazioni sanitarie erogate dal farmacista». La Federazione, pur non avendo per legge un ruolo attivo nella contrattazione, «ha sostenuto questo percorso e continuerà a farlo come voce istituzionale della professione». In questa direzione, ha continuato Mandelli, «si inserisce la mozione approvata all’unanimità dal Consiglio Nazionale della FOFI, che ha richiamato l’opportunità di un inquadramento contrattuale dei farmacisti nell’ambito sanitario». Infine, il presidente auspica che «ora si possa giungere in tempi rapidi a un’intesa equa e sostenibile anche per un nuovo contratto di lavoro dei farmacisti dipendenti delle farmacie private».
Strumenti per la conciliazione vita-lavoro
Una delle richieste dei farmacisti collaboratori era la maggiore conciliazione tra vita e lavoro. Per il part-time, il nuovo accordo stabilisce che il lavoro a tempo parziale non possa essere inferiore a 16 ore settimanali. Dal 1° gennaio 2027 viene inoltre ripristinata l’equiparazione tra lavoratori neoassunti e già assunti nell’avere riconosciute le ore piene dei permessi retribuiti, ovvero 104 ore annue per tutti i dipendenti. Il nuovo contratto garantisce in caso di maternità l’integrazione dell’indennità Inps fino al raggiungimento del 100% della retribuzione globale, compresi i ratei di tredicesima e quattordicesima. Importante anche il riconoscimento di un’integrazione aggiuntiva del 10% del trattamento Inps del congedo parentale, se fruito per un periodo superiore a 4 mesi continuativi. In caso di genitori di minori con handicap, l’integrazione del 10% verrà garantita anche in caso di fruizione del congedo parentale frazionato ad ore. Nell’accordo vengono aumentate anche le maggiorazioni per il lavoro domenicale e festivo che passano al 40% e, oltre le 96 ore annue, al 60%; un riconoscimento concreto del disagio e della disponibilità richiesti a chi lavora nelle giornate normalmente dedicate al riposo. Infine, è stato inserito un articolo che definisce cosa sono le molestie, introducendo azioni positive per cambiare la cultura nei posti di lavoro, fornendo strumenti per riconoscerle e affrontarle adeguatamente.



