L’Osservatorio Prezzi e-commerce di PharmaRetail, curato da QBerg, dedica l’aggiornamento di luglio alla categoria dei venotonici. Un segmento che mostra un progressivo aumento dei prezzi online e in cui il prezzo medio raggiunge a luglio 18,63 euro, il valore più alto del periodo analizzato. L’incremento rispetto a giugno è dello 0,3%, contenuto ma sufficiente a confermare una tendenza che dall’inizio del 2026 non ha più registrato flessioni. Da agosto 2025 il prezzo medio è infatti aumentato complessivamente del 4,5%, passando da 17,83 a 18,63 euro.
Il rialzo mese per mese
La seconda metà del 2025 è stata caratterizzata da oscillazioni contenute. Nel 2026, invece, il prezzo medio ha imboccato un percorso di crescita senza flessioni: la media del periodo gennaio-luglio si attesta a 18,36 euro, il 2,6% in più rispetto alla media di agosto-dicembre 2025.
Gli aumenti più consistenti si sono registrati a gennaio, con un incremento di 0,16 euro rispetto a dicembre; ad aprile, con 0,22 euro in più rispetto a marzo; e a giugno, con 0,15 euro rispetto a maggio. Il rialzo si è quindi distribuito nel corso dell’anno, senza essere riconducibile a un singolo mese anomalo.
L’assortimento resta ampio
A luglio risultano monitorati 1.860 codici Minsan, un dato sostanzialmente stabile rispetto ai 1.865 di giugno e superiore di quasi un punto percentuale ad agosto 2025. Dopo il minimo di gennaio, quando le referenze erano scese a 1.759, l’assortimento ha recuperato oltre 100 codici, raggiungendo a giugno il livello più alto del periodo e mantenendosi sugli stessi valori anche a luglio.
L’aumento dei prezzi non sembra quindi derivare da una contrazione dell’offerta né dalla scomparsa delle referenze più economiche: prezzo e assortimento sono cresciuti in parallelo.
Le rilevazioni di luglio sono 41.990, quasi la metà delle 75.737 di giugno. Il dato è però ancora parziale, perché luglio non è ancora concluso al momento della rilevazione.
Un rialzo che riguarda tutta la categoria
A luglio il prezzo medio dei venotonici tocca il massimo della serie. L’aumento da agosto sfiora il 5%, mentre l’assortimento resta tra i più ampi del periodo monitorato. Sono due dinamiche che vanno nella stessa direzione ed escludono che il rincaro sia legato alla sparizione delle referenze più economiche o a una concorrenza assortimentale che si restringe. Il fenomeno riguarda quindi la categoria nel suo complesso, non solo la sua composizione.



