E ora Facebook declina il social per i malati

E ora Facebook declina il social per i malati

Facebook starebbe lavorando a un progetto per la creazione di comunità online di supporto con cui connettere persone che soffrono della stessa malattia e avrebbe anche in valutazione lo sviluppo di un’app che dispenserebbe consigli curati da esperti per la prevenzione e il miglioramento dello stile di vita.
La notizia rimbalza da una fonte dell’agenzia Reuters che ha chiesto di rimanere anonima, ma non può certo essere considerata un fulmine a ciel sereno.
Negli ultimi mesi la dirigenza del social network più diffuso al mondo (con un miliardo e 200 mila utenti mensili attivi, 26 milioni solo Italia) ha avuto numerosi incontri con medici ed esperti di salute di fama mondiale, dunque le voci sul progetto possono essere considerate più che credibili.


Non va poi dimenticato che Facebook ha già avuto modo di provare in passato la sua straordinaria capacità di mobilitazione: basti ricordare l’enorme successo riscosso nel 2012 dalla campagna lanciata dal social network per sensibilizzare sulla donazione di organi.


Agli utenti venne data la possibilità di specificare sul proprio profilo la volontà di donare gli organi: negli Stati Uniti aderirono immediatamente 13.054 persone, a livello mondiale le adesioni registrate erano in media 616 al giorno.


Realizzare una gamma di social network “dedicati” per specifiche patologie potrebbe dunque rivelarsi una scelta davvero strategica, non solo per l’enorme potenziale che questa fetta di mercato rappresenta a livello economico, ma anche perché studi recenti mostrano chiaramente che sempre più spesso gli utenti affetti da malattie rare o genetiche si rivolgono ai social network per reperire informazioni.


Viene anche abbastanza naturale pensare che per Facebook la vera sfida si giocherà (probabilmente) non tanto e non solo sul piano tecnologico, quanto su quello etico: il social network, infatti, dovrà essere in grado di garantire ai propri utenti il rispetto della privacy, per evitare che i dati condivisi finiscano nelle mani di aziende farmaceutiche o di inserzionisti, a maggior ragione dopo i recenti “scivoloni” in cui l’azienda è caduta, con danni d’immagine non indifferenti.
Si ricorderanno sicuramente le scuse in cui Facebook si profuse alcune settimane fa dopo la manipolazione dei feed sui loro profili, a quanto pare a fini di ricerca statistico-sociale.


E’ evidente che un progetto di tale portata costringerà gli operatori del settore salute e della farmacia a interrogarsi sugli scenari futuri.


Di fatto, è come se Facebook si preparasse ad aprire vere e proprie piazze virtuali dove malati, familiari e parenti potranno fare “community” e scambiarsi ogni genere di informazione.


In passato sono già state lanciate operazioni di questo genere e non appena le piazze si sono popolate a sufficienza, inserzionisti e professionisti del settore si sono fatti in quattro per entrarci, perché dove s’incontrano migliaia di persone ci sono fenomenali opportunità di comunicazione e di business.

marina.gamberini@gmail.com

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AUTORI

Web marketing specialist, attenta e curiosa osservatrice dei trend sul web 2.0.

Dopo un’esperienza di 12 anni maturata nelle ricerche di mercato in Nielsen, dal 2013 si occupa di comunicazione sul web e social media marketing.