Quando robot e web rottamano l’uomo

Quando robot e web rottamano l’uomo

L’impatto della tecnologia è molto sottovalutato, i computer oggi fanno molte cose che in passato erano di esclusiva spettanza degli esseri umani. Le macchine dopo aver rimpiazzato gli operai, cioè coloro che facevano i lavori di fatica, adesso iniziano a sostituire i mestieri intellettuali come quelli di professori universitari, giornalisti, medici e avvocati. Facciamo un passo alla volta: cosa hanno in comune le agenzie di viaggio, le librerie, i giornali quotidiani, le videoteche e i negozi di musica? Tutti stanno attraversando una grande crisi e alcuni rischiano la totale estinzione. Secondo una ricerca effettuata da McKinsey, entro il 2025 più di 250 milioni di lavoratori intellettuali saranno sostituiti da algoritmi e macchine. Altri ricercatori inglesi hanno fatto uno studio arrivando a fornire una notizia bomba.

Dopo aver valutato la possibilità che nei prossimi 20 anni alcuni lavori possano essere sostituiti dalle macchine, hanno ottenuto come risultato che il 47 per cento dei mestieri presi in esame sono ricaduti nelle categorie più esposte al rischio di sostituzione. I più pessimisti dicono che prima di fine secolo, il 70 per cento degli attuali impieghi sarò sostituito dall’automazione. In estrema sintesi, la tecnologia finisce per distruggere molti più posti di lavoro di quanti ne crei. Partendo dall’assunto che la quantità di posti di lavoro disponibili in un dato arco temporale è fissa, se una parte di questi viene svolta dai robot, ne restano molti meno per noi esseri umani.

Ma facciamo alcuni esempi per capire meglio di cosa stiamo parlando. Già oggi, il 90 per cento del volo di un aereo di linea viene effettuato dal pilota automatico. La Google car, l’auto che si guida da sola grazie a telecamere e sensori che le permettono di evitare collisioni, mantiene la distanza di sicurezza e viaggia nella sua corsia abbattendo quasi a zero il rischio di incidenti. Questo è importante perché le statistiche ci dicono che nove volte su dieci gli incidenti accadono a causa di un errore umano. L’algoritmo che guida la Google Car è ovviamente esente da distrazioni. Questo cosa comporta? Che a breve rischieranno di essere messi in naftalina, e quindi rottamati, tutti gli autisti dei taxi e anche quelli di Uber. I droni commerciali che seguono le istruzioni del gps distruggeranno i posti di lavoro dei camionisti e degli addetti alle consegne dei corrieri espresso.

Il drone edilizio per fare rilievi, il drone giornalista per fare le riprese dall’alto, il drone poliziotto e quello biologo per fare analisi delle acque faranno il lavoro fino a oggi svolto dall’uomo. La domanda non è se accadrà, ma solo quando accadrà. Amelia, l’incubo di chi lavora nei call center sa rispondere a due quesiti su tre e quando non sa, passa la palla a un umano, ascolta la risposta e memorizza in modo che se in futuro riceverà la stessa domanda sarà in grado di rispondere grazie alla sua intelligenza artificiale cumulativa, attivando così un processo di arricchimento continuo. Passando alla fabbrica, Baxter è il nome del robot che compie i lavori pesanti, mentre Sawyer è quello del robot che fa le operazioni di precisione. Già oggi esiste un software capace di produrre più di 2.000 articoli al secondo, per esempio sull’andamento di borsa, quindi anche il sottoscritto rischia di essere messo in soffitta a breve. E poi la macchina Watson che sa fare diagnosi come un medico oppure quella che legge le lastre senza errori, i radiologi sono avvisati.

Poi il distributore automatico di biglietti del treno che distribuisce 500 tagliandi al giorno contro i 200 di un essere umano. Insomma il futuro è già tra noi, teniamoci strette le nostre competenze perché tutto ciò che non è legato all’inventiva rischia di essere rimpiazzato. Chiediamo alle dattilografe, i computer le hanno rese non più necessarie. Facciamo tutto il possibile affinché ciò non accada pure a noi.

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AUTORI

Professore a contratto nel Corso di Marketing Management, presso il Dipartimento di Economia e Management, Università degli Studi di Pisa. Direttore Marketing & Responsabile della rete Farmondo, network di più di 100 farmacie indipendenti ubicate in Toscana e afferenti a Cef, Cooperativa Esercenti Farmacia.

Responsabile ufficio stampa e comunicazione esterna. Responsabile del progetto formazione per le farmacie. Responsabile per la versione Toscana della rivista Profilo Salute.

Laureato in Economia e Commercio all’Università di Pisa e Master in Marketing e Comunicazione presso la SDA Bocconi, ha maturato esperienze in tutta la filiera del settore farmaceutico: industria, consulenza in farmacia e distribuzione. E’ autore del libro “Marketing: recenti applicazioni e strumenti operativi” Edizioni Plus 2005