Le 7 regole del business in farmacia

Le 7 regole del business in farmacia

Anche prima del Covid, i continui cambiamenti di scenario in cui la farmacia si trovava a operare, dal punto di vista legislativo ma anche di impatto di altri settori del retail, della filiera, di presenza dell’online, ponevano i farmacisti costantemente di fronte a nuove esigenze formative. La pandemia, accelerando una serie di transizioni già in atto, ha di fatto evidenziato la necessità di nuove competenze formative e gestionali dei farmacisti.

Come si evolverà il mercato nei prossimi 5 anni? E quali sono le competenze adeguate per far fronte ai nuovi cambiamenti?

Ne parliamo con Paolo Infortuna, General Manager di Unifarmacie Spa, e fondatore di ABS Pharmacy, accademia di Business dedicata ai titolari di farmacie, che ha appena pubblicato Le 7 regole del business in farmacia. Come gestire una, cento, mille farmacie. Il libro è preceduto dalla prefazione di Luigi Corvi, vicepresidente di Unifarco Spa.

 

Qual è l’obiettivo del suo libro Paolo?

Dare a tutti i farmacisti la possibilità di sapere quali competenze sono necessarie oggi per poter gestire al meglio la propria impresa. Nel mio libro approfondisco con un taglio molto pratico le principali competenze che, nella mia esperienza, un farmacista deve possedere e le riassumo in sette regole strategiche.

 

Quali sono i più grandi cambiamenti che intravede nel futuro della farmacia?

Prevedere il futuro è un’operazione sempre difficile, e lo è in particolar modo in questo periodo dominato dal Covid. Prima della pandemia una strada si riusciva ad intravedere ed era quella che altri paesi hanno percorso prima di noi quando anche lì il quadro normativo era cambiato. In alcuni di questi paesi oggi il 70% delle farmacie è di proprietà di quattro o cinque network mentre il resto sono piccole farmacie indipendenti. Il Covid, a mio avviso, sta accelerando questo inevitabile processo anche da noi. Una certezza del futuro è che da sola la farmacia non sarà in grado di competere. Ci saranno network di proprietà dei gruppi, network di singole farmacie uniti tra di loro e farmacie libere ma il mondo farmacia sarà “uno sport per squadre”, e la parola d’ordine sarà fare gruppo. Questo non significa che non si possa mantenere la propria indipendenza, ma sarà indispensabile accettare “le regole della squadra”.

 

Governare i cambiamenti richiede un radicale ripensamento del ruolo del farmacista a suo avviso?

Tutti noi abbiamo sentito parlare della teoria della ciclicità dei 7 anni, conosciuta fin dal­l’antichità, periodi di 7 anni segnano delle tappe fondamentali nell’evolu­zione della persona. Io applico questa teoria anche nella mia professione e sono convinto che oggi siamo in piena corsa e il farmacista non dovrà solo cambiare ma proprio rivoluzionarsi. A partire dal suo approccio nei confronti del cliente, a come presenterà la sua Farmacia, a come proporrà la sua offerta e offrirà i servizi. Proprio su quest’ultimi si aprirà una partita importantissima, pensiamo solo ai tamponi in farmacia, o ai vaccini, servizi che in paesi esteri vengono proposti nelle “Consultation room”, locali della farmacia predisposti per fare vaccini, iniezioni, piccole medicazioni ecc.

 

Quali sono le competenze strategiche che deve avere un farmacista nell’era post Covid che lei riassume in 7 regole?

Le competenze che dovrebbe avere un manager di Farmacia prima o post Covid, per lo più sono le stesse, solo che nel post Covid diventeranno assolutamente urgenti, anzi indispensabili. Io le riassumo in queste sette regole.

  • La conoscenza dei numeri: saper leggere un bilancio e fare un budget, lavorare a preventivo e consuntivo
  • La gestione dei costi: capire le fonti di spreco e dove poter abbattere i costi (per esempio unirsi in piattaforme d’acquisto per comprare meglio e abbassare i costi variabili)
  • La motivazione della squadra: i nostri collaboratori sono i nostri primi clienti
  • Il marketing: avere un piano marketing, saperlo  comunicare e ritagliarsi un ruolo da protagonista sul territorio nel percorso salute e benessere del consumatore. Diventare un riferimento
  • L’innovazione: non spaventarsi del mondo che cambia e non rifiutare il cambiamento che è inevitabile, buttarsi nel nuovo contesto, gestirlo e cercare di trarne vantaggio, per non esserne schiacciati o cancellati.
  • Il “presentarsi Bene”: sia a livello di farmacia (layout strutturale e layout merceologico ) ma anche nel sapersi porre nei confronti dei clienti: nel libro scrivo “Bisogna essere A.C. ovvero Piacevole, Attraente, Competente”
  • La gestione del magazzino: spesso elemento trascurato ma vitale in una gestione ottimale della farmacia

 

La formazione universitaria è adeguata a fornirle attualmente?

Se dovessimo rifarci alla teoria della ciclicità dei sette anni, la risposta diventa più che ovvia, sicuramente una parte di formazione di base che oggi abbiamo nel mondo accademico va bene ma a mio avviso siamo molto carenti nella parte di “Management in Farmacia “. Che significa per il farmacista che si dedicherà al banco la gestione del cliente, anzi la presa in carico del percorso di salute e benessere del cittadino e il saper gestire i rapporti con le persone in base al profilo del consumatore. Per il farmacista che si dedicherà alla gestione della farmacia (Direttore) quelle che ho voluto riassumere nelle “7 regole del Business in Farmacia”.

Paolo Infortuna ne parlerà nel webinar: Le 7 regole del business in farmacia, in programma il 16 aprile alle ore 13.30- 15.00.  Iscriviti cliccando qua

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