Vaccini, in attesa delle disposizioni del nuovo commissario

Vaccini, in attesa delle disposizioni del nuovo commissario

Dopo il cambio del Commissario straordinario per l’emergenza Covid-19, con la sostituzione di Domenico Arcuri con il generale Figliuolo (nella foto), si attende di capire come procederà la campagna vaccinale nel nostro Paese. Intanto, «i farmacisti italiani si congratulano con il generale Francesco Paolo Figliuolo per la sua nomina a commissario» come dichiara il presidente della Fofi Andrea Mandelli. «In questo momento è fondamentale produrre uno sforzo eccezionale per organizzare una struttura capace di garantire al Paese una rapida immunizzazione della popolazione. I farmacisti sono come sempre pronti alla massima collaborazione».

Produrre anche in Italia, ma senza improvvisazioni

Nel dibattito in corso sulla possibilità di produrre in Italia i vaccini Covid-19, Enrique Häusermann, presidente di Egualia, è intervenuto affermando che «la Commissione Europea ha aperto un dialogo con tutti i comparti dell’industria farmaceutica, inclusa l’associazione europea dei produttori di farmaci fuori brevetto, Medicines for Europe, per verificare la presenza di aziende disponibili a supportare la produzione di vaccini Covid-19. Siamo tutti consapevoli dell’urgenza di poter disporre di dosi massicce di vaccini per la messa in sicurezza della popolazione, ma deve essere chiaro a tutti che la produzione non può essere improvvisata». La task force sulla capacità produttiva di farmaci e vaccini ha messo a punto un questionario per individuare e mappare tutte le possibili risorse disponibili in Europa, che riguarda non solo la disponibilità di possibili impianti di produzione idonei a gestire le diverse fasi del processo, ma anche tutti gli aspetti a essa correlati (materie prime, fiale, siringhe preriempite). L’obiettivo a breve termine è quello di favorire i collegamenti tra gli sviluppatori di vaccini e qualunque altra azienda farmaceutica idonea a contribuire a un incremento produttivo, prime fra tutte le aziende produttrici in conto terzi di cui l’Italia vanta diversi fiori all’occhiello. Mentre a medio termine si punta a pianificare con le aziende sviluppatrici i possibili fabbisogni produttivi per molteplici campagne vaccinali. «È uno sforzo a cui tutta l’industria del farmaco è chiamata per fare la sua parte: noi abbiamo individuato delle potenziali aree di supporto della nostra industria a questo sforzo e siamo pronti ad approfondire i dettagli, evidentemente non dimenticando i tempi tecnici necessari e gli investimenti da sostenere» conclude Häusermann.

Il 25 febbraio c’è stato un primo incontro tra il ministro dello Sviluppo economico Giancarlo Giorgetti, Aifa e il presidente di Farmindustria Massimo Scaccabarozzi; un altro è programmato per questa settimana, per verificare la possibilità concreta di produrre in sicurezza vaccini anti Covid in Italia. In particolare, sarà necessario appurare l’individuazione di tutte le componenti produttive compatibili con la realizzazione di vaccini, in un orizzonte temporale congruo con le esigenze del Paese per superare la fase pandemica. «Faremo il punto della situazione sulle possibilità di dare una mano», ha detto Scaccabarozzi, «diremo al ministro come si produce un vaccino e quali sono i tempi: un vaccino è un prodotto vivo, non di sintesi, va trattato in maniera particolare. Deve avere una bioreazione dentro una macchina che si chiama bioreattore. Da quando si inizia una produzione passano 4-6 mesi».

Sul fronte farmacie, intanto permangono problemi sulla vaccinazione ai farmacisti in alcune Regioni, come il Veneto: «I farmacisti e i collaboratori di farmacia, non solo non sono stati ancora vaccinati per il Covid 19, ma non stanno ricevendo alcuna informazione di previsione in tal senso», spiega Elena Vecchioni, presidente di Federfarma Verona. «Sembra che la nostra categoria sia stata dimenticata e non rientri tra quelle a maggior rischio, quando invece è evidente il contrario. Siamo operatori sanitari a tutti gli effetti come stabilito dalla legge e quindi con diritto alla tempestiva vaccinazione per manifesti motivi di contatto con il pubblico, e non vaccinando i farmacisti si mette in pericolo tutto il Sistema-Farmacia».

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