Il reparto veterinario in farmacia: un’opportunità ancora sottovalutata

Il reparto veterinario in farmacia: un’opportunità ancora sottovalutata

«Il reparto veterinario è come quello dei bambini: non hai mai il prodotto giusto.» È una percezione diffusa, che fotografa bene una delle aree più trascurate della farmacia. Eppure oggi oltre 21 milioni tra cani e gatti vivono nelle famiglie italiane — una crescita del 40% negli ultimi quattro anni — e in Italia circa il 70% del mercato veterinario, esclusi i mangimi, passa per le farmacie, una quota senza paragoni in Europa. Il comparto degli animali da compagnia rappresenta quasi la metà del mercato della salute animale, e continua a crescere anche quando altri reparti rallentano.

Il problema, come osserva Maurizio Caniglia (nella foto), farmacista specializzato in veterinaria e nutraceutica e docente in corsi ECM, non è la domanda: «È la capacità di organizzare l’offerta in modo coerente, selettivo e redditizio. Il reparto veterinario non può essere improvvisato: va progettato.»

Selezione, formazione, presidio

Tra le criticità più frequenti c’è l’eccesso di referenze senza una logica espositiva. Troppi prodotti, scaffali disordinati, personale non formato: il risultato è un reparto che non rende quanto potrebbe. «Non serve avere tutto», sottolinea Caniglia. «È necessario proporre ciò che è coerente con il proprio target e con il posizionamento della farmacia.» La risposta è creare un’offerta organizzata per categoria, presidiata da un referente interno dedicato.

«Non è necessario essere veterinari per gestire bene il reparto», aggiunge. «È fondamentale però costruire competenze mirate all’interno del team.» Chi conosce i prodotti in esposizione sa orientare il consiglio e intercettare bisogni spesso inespressi, trasformando il reparto in un’area di consulenza. Il pubblico degli animal owner è trasversale per età e reddito, spesso molto fidelizzato e disposto a investire nella salute del proprio animale.

«Il confronto con i veterinari del territorio è fondamentale», aggiunge Caniglia. «Aiuta a costruire sinergie territoriali e a rafforzare la percezione della farmacia come punto di riferimento.» Allineare le scelte di assortimento alle prescrizioni locali crea continuità tra studio veterinario e farmacia, rendendo più coerente la presenza dei prodotti sullo scaffale. «Una farmacia pet friendly può aumentare il traffico», osserva, «ma serve metodo: analisi del bacino, selezione dell’assortimento, formazione del personale, monitoraggio dei risultati.»

New Line Digital Signage ha sviluppato un servizio di consulenza dedicato al reparto veterinario, pensato per affiancare la farmacia in ogni fase: dall’individuazione dell’area strategica all’ottimizzazione dell’esposizione secondo una logica di category management, dalla formazione dei collaboratori alla comunicazione in store e sui canali social. Dedicare uno scaffale specifico o un’isola tematica, adattare l’offerta alla stagionalità, strutturare campagne informative: sono scelte concrete che incidono direttamente sulle performance.

«Il digital signage trasforma l’attesa in tempo d’informazione utile», spiega Caniglia, «e aiuta a dare visibilità anche a categorie poco conosciute. La comunicazione in farmacia deve essere educativa, oltre che promozionale.»

Non si tratta di ampliare indiscriminatamente l’offerta, ma di trasformare il reparto in una risorsa capace di generare marginalità, fidelizzazione e un posizionamento riconoscibile.

Il servizio sarà presentato allo stand New Line DS durante Cosmofarma, nelle giornate dell’8 e 9 maggio. Pad. 30 C45 D46.

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