I consumatori del futuro: dal 2019 le tendenze destinate a durare

I consumatori del futuro: dal 2019 le tendenze destinate a durare

L’analisi di IRI sul mercato del Largo Consumo nel 2019, traccia le linee di alcune tendenze molto probabilmente destinate a durare nei prossimi anni e che riflettono i nuovi comportamenti e abitudini degli italiani. Stili di vita e di consumo che, oltre a trasformare la grande distribuzione moderna, sono in grado potenzialmente di modificare gli altri mercati.

Nell’anno positivo del’LCC, spiccano in particolare alcuni fenomeni:

Il fattore tempo: a contribuire a ridisegnare i nuovi modelli di consumo, è soprattutto il risparmio di tempo offerto dai prodotti a maggior contenuto di servizio, come piatti pronti e easy food in genere, che contribuiscono al 41% della crescita dei ricavi dell’alimentare confezionato.

Il vecchio detto “Il tempo è denaro” è diventato negli ultimi anni il mantra degli italiani che, come era emerso nell’ultimo rapporto Coop, cucinano meno e comprano più spesso cibi pronti. Una crescente attitudine a rivolgersi ai canali del Fuori Casa per la consumazione dei pasti e l’affermazione del Food Delivery e lo sviluppo del cosiddetto consumo «Fuori Casa a Casa»,  cioè la richiesta di prodotti pronti per il consumo domestico elaborati fuori casa.

L’online: tra le nuove tendenze non manca naturalmente la crescita delle vendite online, che aumenta anche se non ai livelli del resto dell’Europa. Scrive IRI: “anche nel comparto del Largo Consumo gli acquisti online si stanno espandendo velocemente. Il tracking di questo canale registra vendite LCC che si avvicinano rapidamente ai 600 milioni di euro di ricavi, ad un passo di poco inferiore al +40%. L’incidenza dell’E-Commerce è ancora piccola (circa 0,8%) ma si prevede un raddoppio nell’arco del prossimo lustro. L’Italia resta però ancora lontana dai traguardi raggiunti in altri paesi, anche a causa di limiti strutturali quali l’età avanzata della popolazione o la maggiore dispersione delle famiglie al di fuori dei grandi centri urbani. A oggi il principale limite allo sviluppo dell’E-Commerce nel Largo Consumo risiede nella mancanza di convinzione sull’approcciare questo canale da parte di alcuni Distributori. Al contrario, per le catene che stanno perseguendo delle strategie decise verso il canale virtuale esso rappresenta anche il 4/5% dei ricavi LCC”.

Il fenomeno del Discount che cresce non solo per numerosità, ma anche dal punto di vista dell’offerta che si differenzia e tocca le fasce di prezzo più alte (linee alta gamma e Grandi Marchi) portando i Discount a competere direttamente con il Supermercato. Un’accelerazione che si lega strettamente al fattore reddito che, come riporta IRI “è un «entry channel» per consumatori marginalizzati da difficoltà economiche/lavorative”.

Un altro fenomeno del 2019, è la crescita dei Superstore che si contrappongono alla persistente crisi degli Ipermercati.

II Superstore, che nel 2019 sono stati il primo formato a trasformarsi espandendo per oltre il 5% la superficie di vendita e rinnovandone oltre l’8%, diventa il canale di attrazione per la famiglia di ceto medio alla ricerca di un’offerta che coniughi al meglio qualità e nuovi trend sociali.

I prezzi calano: nel Largo Consumo, a parità di basket di prodotti, si registra un calo dei prezzi. A che cosa è dovuto? Nel report di IRI si legge: “su questo substrato di prezzi cedenti si sovrappongono due tendenze contrapposte: da un lato i consumatori compongono nei punti di vendita un basket di prodotti a maggior valore, innalzando così il costo del proprio carrello, ma dall’altro la migrazione (totale o parziale) degli acquisti verso i canali più convenienti porta a contenere (nella generalità del mercato) l’aumento dei prezzi medi del comparto. Ne esce la fotografia di un mercato sempre più contraddistinto dall’azione di tendenze divergenti, specchio di una crescente polarizzazione della società italiana, del suo livello di benessere e quindi delle esigenze di consumo”.

Un mercato in cui convivono due gruppi di consumatori opposti: i consumatori sempre più attenti soprattutto alla qualità dei prodotti che non “badano a spese” e quelli che, al contrario, sono costretti ad acquistare solo prodotti da discount.

La polarizzazione dei consumi è destinata ad accentuarsi e i prezzi a rimanere deboli, sono le conclusioni a cui giunge IRI: “Il 2019 ha riportato vitalità al comparto del Largo Consumo nella Distribuzione Moderna, tracciando contemporaneamente i nuovi paradigmi evolutivi che caratterizzeranno probabilmente il percorso degli anni a venire. Il comparto LCC continuerà a fare i conti con una economia ancora stagnante. Tuttavia, se lo scenario resta quello attuale, le politiche economiche a favore della domanda interna dovrebbero fornire ancora sostegno alle vendite a volume LCC, i prezzi resteranno deboli favorendo scelte di maggior valore nel carrello del consumatore, la maggiore disponibilità economica dei nuclei familiari marginalizzati sospingerà allo stesso tempo la domanda di basso prezzo e la polarizzazione dei consumi si accentuerà”.

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