Gli italiani e la salute: si informano online, ma si fidano della farmacia

Gli italiani e la salute: si informano online, ma si fidano della farmacia

Ottimisti sulle potenzialità del progresso scientifico, frequentano internet per informarsi sulla propria salute ma si fidano ancora di medici e farmacisti e preferiscono fare acquisti in farmacia. Sono gli italiani secondo l’Health Report 2019 “Il futuro della salute”, una ricerca condotta da Kantar Health per il gruppo farmaceutico tedesco Stada in 9 Paesi (Belgio, Francia, Germania, Gran Bretagna, Polonia, Russia, Serbia, Spagna e Italia) che ha interessato 18mila intervistati tra uomini e donne over 18 anni, di cui 2mila in Italia. Come racconta a Pharmaretail, Enrique Häusermann (nella foto), amministratore delegato di EG Spa (farmaci equivalenti) e Crinos Spa (farmaci con marchio), società del gruppo Stada che ha commissionato l’indagine: «È la prima volta che la ricerca si estende a tutta Europa, negli anni precedenti l’azienda la commissionava solo in Germania ma il gruppo si sta internazionalizzando e poter utilizzare un campione europeo è stato estremamente utile per indagare e confrontare le abitudini dei cittadini in tema di salute».
«Tra tutte le risposte mi ha colpito in maniera significativa e inaspettata l’atteggiamento ottimista che gli italiani dimostrano» continua Häusermann « infatti alla domanda sulle potenzialità del progresso scientifico nella cura delle malattie, quasi 6 su 10 (ovvero il 58%) si è infatti dichiarato ottimista. Un ottimismo che, tra i Paesi intervistati, condividiamo solo con la Spagna. Anche se non abbiamo confini comuni, evidentemente anche in questo siamo affini. Un ottimismo “latino” che deriva probabilmente dal tipo di cultura, dall’ambiente e da come le persone si confrontano con gli altri e con l’idea di futuro».
Dalla ricerca, emerge un approccio dei nostri connazionali che disegna un mix di tradizione e innovazione. Infatti, gli italiani si dimostrano assidui frequentatori della rete quando si tratta di cercare informazioni di carattere medico e dichiarano di essere aperti alle nuove scoperte scientifiche e alla tecnologia nel campo della salute ma, allo stesso tempo, farmacisti e medici rimangono il principale punto di riferimento.

Se guardiamo ai numeri, vediamo che ricorrono al web su tematiche di salute il 44% degli intervistati e però il 71% riconosce il medico o il farmacista come referenti principali per parlare di salute. Una quota significativa, il 49%, si rivolge proprio a loro fin dai primi sintomi di malattia.

La figura consulenziale del farmacista rimane in Italia di grande rilievo. È a quest’ultimo che ben il 32% (contro una media del resto degli altri paesi del 19%) chiede consigli in caso di malessere non grave e anche quando si tratta di acquistare un nuovo medicinale. Il farmacista si conferma dunque il riferimento primario per il 58% dei connazionali (il dato europeo è del 39%, quindi largamente inferiore): «Una dimostrazione dell’importanza che gli italiani attribuiscono all’aspetto consulenziale, una delle ragioni che li porta a preferire l’acquisto in farmacia (78%), ricorrendo in misura limitata alle proposte online», commenta sempre Häusermann: «È vero che da noi circa l’80% dei farmaci viene rimborsato dal Ssn e quindi c’è poca convenienza nell’acquisto on line però in generale la farmacia si dimostra un presidio sociale imprescindibile per la maggior parte degli italiani, a maggior ragione nei piccoli centri, in cui è sparita la figura del medico condotto, e tra gli anziani, ma non solo». Ma come conservare questo patrimonio di fiducia con lo sbarco delle grandi catene? «Con il rapporto privilegiato che il farmacista riesce ad instaurare con il paziente e potenziando i servizi diagnostici presenti in farmacia».

Italiani affezionati alla figura del farmacista e fiduciosi nei canali tradizionali della farmacia, ma aperti al nuovo. Oltre a informarsi in rete, la metà degli intervistati (il 51%), soprattutto i più giovani, dice di considerare la possibilità di essere curato via webcam per una malattia minore. E il 66% sarebbe disponibile a farsi operare utilizzando gli strumenti della chirurgia robotica.

Per quanto riguarda le modalità di prescrizione, Il 75% (in particolare le donne), si fida di integratori e farmaci di automedicazione per curarsi in caso di piccoli disturbi, ma la maggioranza (63%) rimane comunque favorevole alla prescrizione medica per molti medicinali.

«Un altro dato che mi ha colpito della ricerca» prosegue Häusermann «è che gli italiani dimostrano di conoscere meglio i farmaci generici rispetto agli altri cittadini europei ma ne fanno minor uso. Un paradosso che probabilmente si spiega con una penetrazione più lenta dei generici nel nostro mercato».

La prevenzione non è affatto trascurata nel Belpaese: circa la metà degli italiani interrogati dichiara di sottoporsi ai test di screening per i tumori del seno, della pelle, del colon o della prostata, e la maggioranza dice di condurre uno stile di vita sano praticando esercizio fisico (51%) e provando a seguire una dieta nutrizionalmente corretta (61%). Particolarmente attente le donne: il 58%, le ammette di avere paura di invecchiare. E il tema dell’invecchiamento è al centro delle parole di Häusermann che conclude: «In un contesto globale che vede l’assistenza sanitaria orientata verso un’offerta sempre più individuale, predittiva e adattiva e all’insegna del progresso in ambito tecnologico, diventa sempre più importante, anche nel nostro Paese, approfondire le conoscenze in tema di salute perché le sfide da affrontare sono particolarmente complesse se si desidera operare al meglio per offrire agli italiani un invecchiamento in salute».