L’intervista a Stefano Colombo, amministratore delegato di Montefarmaco

L’intervista a Stefano Colombo, amministratore delegato di Montefarmaco

In questo numero di PharmaRetail, vi proponiamo una nuova intervista della nostra rubrica PharmaForFuture. Abbiamo parlato di sostenibilità con Stefano Colombo (nella foto), amministratore delegato di Montefarmaco OTC. Montefarmaco è un’azienda familiare farmaceutica italiana, attiva nella distribuzione di prodotti per il canale farmacia nelle aree OTC, integratori alimentari, dispositivi medici, cosmetici e impegnata nella ricerca di soluzioni all’avanguardia per migliorare la salute e il benessere delle persone.

 

Che ruolo ha la sostenibilità nel vostro modello aziendale?

Montefarmaco è in un momento di grande crescita a tutti i livelli. Nell’ambito di questa crescita anche la sostenibilità ha un ruolo importante. Per essere realmente praticata, però deve entrare a far parte della cultura aziendale ed è sulla creazione di questa cultura che stiamo lavorando. È un percorso di piccoli passi, non siamo un’azienda da effetto wow, non ci piacciono i proclami. Mettiamo sempre al primo posto l’eticità e in questo principio rientra anche un percorso di sostenibilità, perché essere rispettosi dell’ambiente, ma anche del territorio e delle persone che lavorano in azienda genera valore in una prospettiva di lungo periodo.

 

Quali azioni avete già intrapreso in questa direzione?

Quello su cui puntiamo da sempre sono le persone, clienti e anche dipendenti e, in quest’ottica, il welfare aziendale è fondamentale. Abbiamo immaginato una sede che fosse il più possibile confortevole per i dipendenti, con uffici spaziosi e luminosi, un bel giardino, una serie di servizi come il fitness- abbiamo una palestra aperta a tutti che propone corsi gratuiti, una cucina ampia e attrezzata e abbiamo orari di ingresso ed uscita in azienda flessibili.

Oltre a piccole azioni legate alla nostra quotidianità in azienda come la riduzione delle bottigliette di plastica a favore dell’utilizzo vetro o dei boccioni dell’acqua, la distribuzione di borracce ai dipendenti, l’eliminazione dei bicchierini di plastica del caffè dalle macchinette, soluzioni digitali per il risparmio della carta e tante altre piccole azioni che vanno in questa direzione. Abbiamo inoltre creato la prima società B Corp del gruppo: Dermophisiologique, che è la prima azienda al mondo ad essersi trasformata in Società benefit e Certificata B Corp nel settore della Cosmesi Professionale. Produce cosmetici di origine naturale nel rispetto della fisiologia della pelle, adatti anche alle pelli di persone in terapia. Ontherapy è infatti il nostro progetto etico: la linea cosmetica per i pazienti oncologici che Montefarmaco ha lanciato in farmacia.

Recentemente abbiamo sviluppato un progetto di packaging sostenibile, MCAP System, che prevede una fiala riciclabile al 100%, e quindi una riduzione della plastica del 50% rispetto agli stessi pack presenti sul mercato.

 

L’emergenza Covid-19 ha introdotto nuove routine/pratiche/obiettivi nella vostra organizzazione?

Sicuramente un’accelerazione del processo di digitalizzazione già introdotto in azienda: in tutta velocità siamo riusciti a declinare lo smart working su più del 90% dei dipendenti, e a dare un supporto informatico ai nostri agenti, ci siamo adoperati da subito per dotare l’azienda di strumenti e precauzioni necessarie per fronteggiare l’emergenza sanitaria (per esempio la sanificazione subito anche prima che fosse richiesta dal governo).

Abbiamo creato una newsletter interna per condividere questo momento di emergenza sia dal punto di vista umano che professionale, aggiornando tutti in totale trasparenza sulle strategie intraprese. Abbiamo organizzato cicli di formazione continua per tutti, compresa la rete vendita.

Credo che l’emergenza Covid abbia fatto emergere il valore fondamentale del sentirsi una squadra, sono felice anche perché siamo riusciti a non mettere in cassa integrazione nessuno, a non togliere ferie a nessuno. E adesso abbiamo riaperto, ma i genitori che devono occuparsi dei figli, chi si sente fragile, può continuare a lavorare da casa senza problemi.

 

Quali sono in particolare i (nuovi) obiettivi che vi siete dati?

Sicuramente un approccio più sistemico con integrazione dei principi di sostenibilità nei processi di business. I nostri obiettivi sono efficienza, ottimizzazione della struttura, migliore impiego delle formulazioni, dei prodotti e dei componenti in un’ottica di recupero e/o riciclo.

Abbiamo già avviato diverse azioni ma adesso vorremo sviluppare un progetto organico, interamente dedicato a questa tematica con una figura interna nell’azienda che se ne occupi. Stiamo anche valutando la possibilità di diventare nei prossimi anni un’azienda B-Corp, sulla scia di quello che abbiamo già fatto con Dermophisiologique.

 

Nella sfida verso la sostenibilità, quali sono gli ostacoli principali nel vostro settore?

Il settore chimico farmaceutico è oggi sicuramente più attento alla sostenibilità ma ha per sua natura dei limiti e delle aree di rischio. Sta quindi all’eticità e alla sensibilità delle aziende fare di volta in volta scelte che possono sembrare in una prima fase molto costose ed impegnative, ma che ripagano nel lungo periodo e ne siamo convinti. Escludere un fornitore più vantaggioso a favore di uno di qualità, per esempio.  La sfida è continuare ad aumentare la qualità dei prodotti e dei servizi e, allo stesso tempo, ridurre i consumi necessari alla produzione e commercializzazione, in un’ottica di benessere globale.

 

Come immagina il futuro?

Sono un’ottimista, vedo il bicchiere sempre mezzo pieno. Immagino una maggiore consapevolezza e responsabilità delle persone, un percorso che ci porti a comportarci sempre come se fossimo a casa nostra. Credo molto al ruolo che le aziende possono svolgere in questo processo, secondo me dobbiamo essere davvero alfieri del cambiamento.

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