La gestione del dolore è una delle richieste più frequenti dei pazienti in farmacia, sia nei casi di dolore acuto che di quello cronico. Il dolore cronico, secondo i dati dell’Iss, affligge oltre 10 milioni di italiani e la farmacia è il presidio sanitario più vicino ai cittadini e, spesso, il primo luogo in cui emerge il bisogno di questi pazienti. L’aggiornamento professionale del farmacista diventa allora cruciale per l’attività di counseling per permettere di identificare il tipo di dolore e la strategia terapeutica più adatta. Inoltre, una collaborazione strutturata con il medico di famiglia rappresenterebbe una alleanza strategica in grado di garantire sul territorio una presa in carico sempre più efficace del paziente con dolore. Di questo si è parlato oggi a Milano, nella conferenza stampa presso la sede di Federfarma Lombardia, insieme a Fondazione Muralti e Fondazione Nora e Alberto Gentili.
Formazione su legge 38, oppioidi e cannabis terapeutica
«Il farmacista è chiamato ogni giorno a un compito di grande responsabilità: non solo dispensare correttamente i farmaci, ma anche ascoltare, consigliare e guidare il malato nel suo percorso di cura, vigilando su appropriatezza e sicurezza» ha spiegato Annarosa Racca, Presidente Federfarma Lombardia. «Per questo per il farmacista formarsi sulla gestione del dolore e potenziare le competenze dei nostri professionisti su questo fronte significa rafforzare il ruolo della farmacia nella rete territoriale, la sua capacità di offrire un valido aiuto alla persona che soffre e di porsi come partner strategico del medico di medicina generale e dello specialista, come previsto dalla stessa farmacia dei servizi».
La Fondazione Muralti insieme a Fondazione Nora e Alberto Gentili, nel corso dell’evento, ha presentato i risultati di un’indagine rivolta ai farmacisti lombardi, per verificare il loro livello di interesse e le conoscenze sul tema dolore cronico, e gli esiti del successivo percorso formativo ECM, il “Il dolore cronico in farmacia”, a cui hanno partecipato 386 iscritti.
Prima del corso, l’82,6% dei partecipanti affermava di verificare sempre o quasi sempre se il paziente soffrisse di dolore acuto o cronico. Oltre la metà (55,1%) si dichiarava già preparata a consigliare l’utente ma interessata ad approfondire alcuni aspetti del corretto percorso diagnostico-terapeutico, ma solo il 3,7% si sentiva sicura. Sull’impiego di farmaci come gli oppioidi forti e la cannabis terapeutica le conoscenze risultavano prevalentemente di base rispettivamente al 63,6% e al 43,9%; in particolare sulla preparazione a base di cannabis il 48,1% dichiarava di non avere ‘nessuna conoscenza’.
«Il dolore cronico ha un impatto profondo sulla qualità della vita delle persone e richiede una risposta assistenziale che tenga conto dei reali bisogni dei pazienti» ha sottolineato Marta Gentili, Presidente della Fondazione Nora e Alberto Gentili presentando i risultati della ricerca «La nostra Fondazione ha voluto essere tra i promotori di questo percorso formativo, perché crede fortemente nel ruolo centrale della figura del farmacista all’interno della rete ospedale-territorio». I risultati di una seconda indagine, effettuata dopo la formazione, mostrano un significativo incremento delle competenze: la buona conoscenza della Legge 38 è passata dal 13,6% al 91,2%; la conoscenza buona o approfondita degli oppioidi forti dal 34,1% al 93,1%; quella sulla cannabis terapeutica dall’8% al 91%; mentre la conoscenza dei SERD è cresciuta dall’8,3% all’84,8%.
«Spesso al banco intercettiamo pazienti che non si rendono neppure conto del tipo di dolore che ci riportano, della frequenza. Per questo abbiamo bisogno di formazione e strumenti in grado di porci nella condizione di svolgere pienamente il nostro ruolo di raccordo tra paziente e medico, supportando aderenza terapeutica, ricognizione farmacologica e continuità assistenziale» ha commentato Manuela Bandi, Direttrice Fondazione Muralti. «Il riscontro ottenuto dal progetto formativo sviluppato con Fondazione Nora e Alberto Gentili è stato molto positivo e ciò conferma quanto il tema sia particolarmente sentito dai colleghi. Parliamo di un ambito delicato, che richiede competenze aggiornate perché coinvolge aspetti clinici, di sicurezza e normativi in costante evoluzione. Per questo motivo, continueremo a investire nella formazione e nell’aggiornamento professionale. L’elevata adesione e il gradimento espresso dai partecipanti verso l’iniziativa, con una percentuale che ha toccato il 97%, confermano il forte interesse dei farmacisti verso un ambito che rappresenta oggi una delle attività più ricorrenti nella pratica professionale quotidiana».
Tra gli argomenti che farmacisti chiedono di approfondire, riferisce l’indagine, ci sono una maggiore conoscenza delle ‘preparazioni galeniche a base di cannabis’ e strumenti ‘che aiutino nell’indirizzare i pazienti verso percorsi di presa in carico’.
Alleanza tra farmacisti e mmg
Per migliorare la presa in carico e gestire percorsi terapeutici più articolati, è fondamentale creare un’alleanza strategica tra farmacista e medico di medicina generale. «Medici di medicina generale e farmacisti possono aprire un nuovo capitolo nella gestione dei pazienti con dolore, stabilendo un’‘alleanza di processo’: azioni sinergiche verso l’appropriatezza, grazie anche a una formazione specifica» ha aggiunto Pierangelo Lora Aprile, Segretario Scientifico SIMG. «La formazione del farmacista, come quella del medico, è fondamentale su un tema complesso come quello del dolore. Il farmacista grazie alla disponibilità e alla vicinanza con i pazienti, può indentificare delle red flag che rimandino al medico di medicina generale. Grazie alla formazione, dalla farmacia che solo ‘dispensa’ si passa alla farmacia che anche ‘intercetta’, diventando vero e proprio sensore sul territorio, in rete con la medicina generale, per promuovere nel cittadino l’automedicazione responsabile, sradicare il pericolo della auto-prescrizione, soprattutto intercettare le situazioni che richiedono, prioritariamente a qualsiasi assunzione di farmaco, il consulto del medico».




