Tips on Tour torna nel 2026 con un formato rinnovato: sei tappe in tutta Italia, due giorni ciascuna, un programma che alterna speech, esercitazioni e lavoro in gruppo. Il workshop itinerante per farmacisti titolari, giunto alla quarta edizione, ha tra i partner New Line Ricerche di Mercato, presente in ogni tappa con l’analisi e l’interpretazione dei dati di mercato.
Emanuele Mormino, fondatore di Pharmaway, agenzia di consulenza specializzata per farmacie, e ideatore di Tips on Tour, ci racconta la nuova edizione.
Questa è la quarta edizione di Tips on Tour. Cosa cambia rispetto alle precedenti?
Prima di tutto la durata: è la prima volta che diventa una due giorni. Ma cambia soprattutto l’approccio formativo. Accanto agli speech di esperti del settore, sono previste esercitazioni pratiche e attività in gruppi di lavoro, compresi giochi di ruolo pensati per aiutare i titolari a mettersi nei panni di chi entra in farmacia come cliente-paziente e di chi ci lavora come collaboratore, quindi per gestire il team con più efficacia. Abbiamo anche ampliato lo spazio per la relazione: questi eventi sono un momento di confronto importante, con i relatori ma soprattutto tra colleghi, e avendo più tempo a disposizione l’interazione si sviluppa in modo molto più ricco.
Sei tappe in tutta Italia, due giorni ciascuna. Chi sono i formatori e con quali criteri li ha scelti?
Ogni formatore è un esperto in uno dei temi che riteniamo fondamentali per la gestione della farmacia: numeri e dati, gestione manageriale, farmacia dei servizi con attenzione specifica all’aderenza terapeutica e al deblistering, comunicazione, finanza e controllo di gestione economica. E una parte importante è dedicata alla gestione del cliente. L’idea è coprire tutti i temi principali che permettono di ottimizzare la gestione della farmacia.
Quali sono i temi su cui si concentrerà questa edizione? Cosa chiede oggi un farmacista titolare che non chiedeva ancora qualche anno fa?
Uno dei temi strategici è l’integrazione della farmacia dei servizi, che affrontiamo sotto tre aspetti. Il primo è la gestione del servizio in senso stretto: dalla scelta delle tecnologie all’organizzazione. E quali servizi attivare in base alla tipologia di farmacia. Il secondo, cruciale, è la gestione delle risorse umane: in molte città il personale è scarso e la sfida è formare collaboratori verso un profilo sempre più consulenziale, perché il tempo in cui si dispensavano solo farmaci è finito. Il terzo è la gestione economica: come si guadagna, come si calcolano i margini, come si controlla la parte finanziaria, il 90% delle esigenze rientra in questi tre ambiti.
Il restante 10% riguarda il passaggio generazionale. In quattro anni di Tour — sempre con il patrocinio di Federfarma e Fenagifar — abbiamo visto quanto siano diverse le visioni tra chi ha costruito la propria farmacia in un’epoca più centrata sul farmaco etico e meno sulla gestione commerciale, e chi è cresciuto in un contesto già più digitale e orientato al mercato. Questa distanza a volte crea instabilità: chi subentra e chi cede faticano a trovare un equilibrio, e capita che il titolare non riesca a lasciare perché non si fida abbastanza del successore. Il lavoro che proviamo a fare è rendere questa transizione più fluida.
Il programma prevede molto spazio alle esercitazioni in gruppi di lavoro, quasi quanto agli speech. Come funzionano e cosa ci si aspetta che i partecipanti portino a casa?
Mi soffermo proprio sul nome del programma che fin dall’inizio non è una scelta casuale. Tips sono dritte — correzioni, accorgimenti che il farmacista può sperimentare direttamente in farmacia. Non ci sono interventi solo teorici, ma strumenti concreti e applicabili con semplicità. È questo che i partecipanti portano a casa.
New Line Ricerche di Mercato è presente in ogni tappa: in che modo la lettura dei numeri diventa strumento di lavoro per un titolare in aula?
New Line è presente in tutti gli interventi, perché ci siamo resi conto che spesso il dato non viene contestualizzato. Un indicatore da solo non basta, va interpretato. L’obiettivo è avere professionisti che aiutino i partecipanti a leggere i numeri in modo utile, non solo a vederli. E poter offrire una panoramica sulla realtà attuale del mercato, ma anche gli strumenti per sintetizzare quella lettura e individuare gli indicatori da tenere sotto controllo costantemente. Perché capita che il farmacista passi ore sui dati, ma non necessariamente su quelli che dovrebbe davvero seguire.
Quanto pesa oggi la preparazione manageriale rispetto a quella scientifica nella carriera di un farmacista titolare? L’università forma figure adeguate a gestire un’impresa?
Per gestire una farmacia oggi la preparazione manageriale conta circa il 70%, quella scientifica il 30%. Il rapporto si è spostato molto, perché sono entrate in gioco tante variabili che ricadono tutte sulla gestione. La sensibilità manageriale si impara, ma non la insegna nessuno, certamente non l’università. Esistono master, ma sono tutti post-laurea. È un paradosso: capisco che il corso di laurea non distingua tra chi diventerà titolare e chi no, ma mi aspetterei un’offerta un po’ più articolata già durante gli studi. Qualcosa si sta muovendo, ma siamo ancora agli inizi.
Per informazioni e iscrizioni, https://www.tipsontour.it/




