Quarta edizione per New LiNEXT, l’evento annuale con cui New Line Ricerche di Mercato osserva, attraverso i dati, l’evoluzione del mercato della farmacia e della salute. E riunisce, in un ormai consolidato momento di confronto, i protagonisti del settore. L’appuntamento è in programma il 16 settembre a Milano e quest’anno sarà intitolato «La farmacia oltre la farmacia».
Alle analisi di New Line si aggiungono in questa edizione gli interventi di Marco Pellizzoni, Commercial Director di YouGov Shopper e di Annarosa Racca, Presidente di Federfarma Lombardia. Nel pomeriggio è in programma una tavola rotonda, moderata da Erika Mallarini, docente di Practice alla SDA Bocconi School of Management, con rappresentanti dell’industria e dei network della farmacia.
In vista dell’evento, PharmaRetail ha intervistato Elena Folpini (nella foto), Managing Director di New Line Ricerche di Mercato.
Il titolo di questa edizione è La farmacia oltre la farmacia. Un invito a spostare lo sguardo dal canale al contesto in cui opera. Perché oggi è necessario questo cambio di prospettiva?
A chi fa ricerca capita spesso di osservare cambiamenti che, all’inizio, hanno ancora un peso limitato. Si colgono alcuni indizi, si intuisce che possono essere collegati, ma non si dispone ancora degli elementi necessari per una lettura compiuta. Poi interviene un fattore nuovo e quei segnali acquistano consistenza e il legame tra loro diventa più evidente.
Negli ultimi anni avevamo visto crescere l’attenzione alla cura e alla salute, diventata sempre più una priorità personale. Le persone non cercavano soltanto un generico benessere: volevano risposte precise a bisogni specifici. In questo quadro le nuove terapie per il diabete e l’obesità, insieme alle nuove tecnologie che facilitano e complicano contemporaneamente l’accesso alle informazioni, hanno agito da acceleratore di un cambiamento anche culturale della domanda.
Il nuovo approccio alla salute modifica, di conseguenza, anche la domanda rivolta alla farmacia. Cambiano le ragioni che portano il paziente a entrarvi e crescono le attese di velocità ed efficacia. Il cambiamento investe canali e categorie, si accompagna a modifiche regolatorie e coinvolge la farmacia dei servizi, sempre più orientata verso la prevenzione.
È il passaggio che vogliamo descrivere a New LiNEXT. Per capire l’impatto sulla farmacia bisogna allargare lo sguardo ai cambiamenti della domanda, alle soluzioni disponibili e alle aspettative delle persone.
La prima edizione di New LiNEXT risale al 2023. Come si è evoluto il mercato da quel momento?
Nel 2023 era esploso l’online, cominciava a farsi sentire in maniera importante la carenza dei medici di medicina generale ed eravamo appena usciti dall’ondata del Covid. Dai dati emergeva una forte crescita dell’automedicazione e stavano guadagnando spazio ambiti contigui al farmaco, con soluzioni rivolte a bisogni molto specifici. Ricordo, per esempio, il boom dei prodotti per il sonno.
Allora cercavamo di capire quali fenomeni si sarebbero consolidati una volta superata l’emergenza. Oggi sappiamo che l’attenzione alla salute non era soltanto una reazione al Covid. I bisogni emersi in quella fase sono rimasti e hanno continuato ad alimentare anche aree contigue al farmaco. Quelli che nel 2023 apparivano come primi segnali hanno assunto un peso più definito.
Quale tra i fenomeni emersi dalle vostre analisi ritiene stia cambiando più profondamente il mercato della farmacia? Ci può anticipare qualcosa?
Il segnale più forte è che, per la prima volta, l’automedicazione non cresce, mentre cresce il farmaco. Non significa che siamo tornati indietro ma che sta cambiando il tipo di risposta che viene cercata.
La velocità è ormai un criterio che orienta gran parte delle nostre scelte. Vogliamo avere subito a disposizione un’intera serie su una piattaforma, ricevere un acquisto in giornata, prenotare un servizio con pochi clic. Questa aspettativa sta entrando anche nel campo della salute. Stiamo passando da una slow care a una fast care.
Oggi prevale la ricerca della performance, e il tempo è diventato parte della performance stessa. Non conta soltanto raggiungere un risultato: conta anche la rapidità con cui lo si ottiene e la possibilità di continuare a condurre una vita sana e attiva.
Le nuove terapie per il diabete e l’obesità sono l’espressione più visibile di questo passaggio. Sono diventate più accessibili, sono ora opzioni considerate normali, pur trattandosi di farmaci destinati alla cura di patologie serie e hanno rafforzato l’aspettativa di una risposta efficace in tempi brevi. È un cambiamento che avrà effetti profondi anche sui mercati della farmacia.
New LiNEXT riunirà anche questa volta ricerca, industria, network e istituzioni. Che cosa si aspetta emerga dal confronto fra prospettive così diverse?
Proprio perché abbiamo di fronte un mercato complesso, con confini a volte sfumati, il contributo di attori diversi è fondamentale. Non possiamo prescindere dall’ascoltarci tutti: chi fa ricerca, chi sta sul campo, chi sta implementando nuove soluzioni. Questo è ancora più importante oggi, perché la salute si intreccia sempre di più con altre dimensioni di consumo e di bisogno.
Mettere insieme questi punti di vista ci permette di arricchire il puzzle, capire quali spazi aprono i cambiamenti in corso e avere più elementi su cui basare le decisioni.
C’è un cambiamento che, secondo lei, il settore della farmacia sta ancora sottovalutando o legge in modo parziale?
In questa fase c’è molta concentrazione sul fare o non fare i servizi o come renderli più profittevoli. Che ovviamente è un grande tema. Nello stesso tempo, però, la farmacia può essere maggiormente protagonista del cambiamento nel modo in cui le persone si occupano della propria salute, mentre ancora fatica a comprendere le opportunità specifiche che questi nuovi bisogni offrono. E in questo processo di decodifica sicuramente sarà molto importante il ruolo dell’industria e delle catene.
Qual è la riflessione che spera accompagni i partecipanti anche dopo la conclusione di New LiNEXT?
Che anche nella complessità si aprono sempre spazi di sviluppo. La salute resta una priorità per le persone e, proprio per questo, chi opera in questo ambito parte da una posizione rilevante, direi quasi privilegiata. Ma essere rilevanti non basta: la vera sfida è riuscire a comprendere e intercettare percorsi di salute sempre più fluidi, articolati e personali, trasformando questa centralità in valore concreto.



