Farmafidi e Credifarma per le farmacie in crisi

Crescono le farmacie che fanno fatica a sostenere il proprio indebitamento o scarseggiano di liquidità. Per venire in loro aiuto e fermare il "contagio", è prossimo al lancio il progetto Farmacia Sicura

Farmafidi e Credifarma per le farmacie in crisi

Sulle cifre non c’è unanimità di vedute, ma tutti concordano nel dire che il fenomeno è senza precedenti. Mai, finora, così tanti titolari avevano trovato difficile sostenere il proprio indebitamento o erano finiti in crisi di liquidità: secondo alcuni il problema riguarderebbe il 25% delle farmacie italiane (lo avevano detto a Farmadays il presidente della Sose, Giampietro Brunello) secondo altri non più del 12% (stima di Gianni Petrosillo, presidente di Promofarma, a PharmEvolution, la convention di Federfarma Sicilia ospitata una settimana fa a Catania). E poi c’è chi dice che la situazione è drammatica a prescindere dalle cifre: «Può essere a rischio default anche il 12% delle farmacie» ha osservato ancora a Catania il presidente di Credifarma, Carlo Ghiani «se la maggior parte di loro fallisce salta tutto il sistema perché a ruota se ne vanno distributori, banche e società di credito». E’ uno scenario che il comparto non può assolutamente permettersi, ma la crisi che morde il paese riduce le contromosse: le banche, un tempo prodighe con i farmacisti, hanno scoperto che anche all’ombra della croce verde esiste la parola rischio e concedono prestiti con estrema cautela; i distributori, in passato “l’altra banca” delle farmacie, riducono le dilazioni e premono sui titolari in difficoltà perché rientrino. Non resta allora che affidarsi alle risorse interne alla filiera ed è da qui che nasce Farmacia Sicura, il progetto a tre sostenuto da Credifarma, Farmafidi e Promofarma per offrire sostegno alle farmacie in difficoltà che non hanno ancora superato il punto di non ritorno del default.

Avete lanciato l’iniziativa sulla Farmacia sicura. Che cos’è esattamente?

“Mettiamo allo stesso tavolo più contraenti: un consorzio Fidi, la società finanziaria dei farmacisti la Credifarma, la società dei servizi Promofarma e si elabora un progetto che vede un intervento non esclusivamente finanziario. Cerchiamo, infatti, di riconsiderare l’aspetto gestionale e amministrativo della farmacia d’accordo con il collega che la gestisce. Ogni farmacia è un caso a sé e si interviene di conseguenza: per esempio con l’addestramento del personale, con la creazione di servizi per il cliente, con consigli per fidelizzare su proposte serie. E poi c’è l’aspetto amministrativo. Subito dopo se è necessario si provvede al finanziamento”.

Qual è stato lo stato di salute delle farmacie in Italia?

“La farmacia è stata sottoposta a anni di tagli pesanti così come il sistema distributivo. A fronte di margini bassi basta un rischio di insolvenza per mettere a rischio un sistema. Non richiediamo ulteriori margini, chiediamo riconoscimenti alla politica per il ruolo che abbiamo svolto dentro il  servizio sanitario nazionale”.

Come vi siete adeguati a questa situazione?

“Il concetto è semplice: il consorzio fidi dà delle garanzie al sistema creditizio e lo mette in condizioni di erogare con minori difficoltà, e quindi consente accesso al credito”.

Qual è la richiesta di accesso al credito? È aumentata?

“A livello nazionale fra le varie regioni non ci sono grosse differenze. Oggi il 68% in più rispetto all’anno scorso ha fatto richiesta di nuovi finanziamenti per ripianare situazioni debitorie con il fornitore, situazioni già incagliate”.

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