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L’innovazione piace, anche più del prezzo

La redazione   |  1 luglio 2015

Gli italiani sono aperti all’innovazione e alle novità di mercato più degli altri europei: i connazionali che dichiarano di avere acquistato un nuovo prodotto durante l’ultima spesa  sono infatti il 57%, quando la media europea si ferma al (44%, quella tedesca al 41%, la francese al 36% e l’inglese al 29%. Sono alcuni dei dati che arrivano dall’indagine Global New Product Innovation condotta da Nielsen per analizzare le motivazioni per cui i consumatori di 60 Paesi preferiscono i nuovi prodotti.


In Europa che in Italia, i consumatori mostrano alti livelli di apprezzamento (rispettivamente 59% e 61%) verso il lancio di nuovi prodotti, principalmente se prodotti da marchi che conoscono bene. Questo però non limita la scelta, perché il 53% degli europei e il 58% degli italiani si dicono disponibili a cambiare brand. Il 53% dei connazionali (contro una media europea pari al 44%) afferma poi di preferire marche locali rispetto alle internazionali. Sicuramente un trend che può avere un impatto positivo per l’economia italiana, considerando che questa percentuale è cresciuta del 4% rispetto alla stessa analisi svolta da Nielsen nel 2012.


In un contesto, quindi, così competitivo, caratterizzato da consumatori aperti alle novità, quali sono le motivazioni che spingono ad acquistare un nuovo prodotto? Al primo posto troviamo il prezzo. In tutto il mondo i consumatori si sono fatti conquistare principalmente da un nuovo prodotto perché l’hanno trovato a un prezzo più conveniente rispetto al loro solito prodotto (media globale 23%, europea 25%, italiana 29%) . Però, nonostante sia evidente l’importanza della componente economica, i consumatori europei si mostrano particolarmente interessati all’innovatività che i produttori riescono a offrire. È la novità quindi il secondo elemento che spinge i consumatori a provare nuovi prodotti, nello specifico è la ragione che spinge il 28% degli italiani, il 7% in più rispetto alla media europea.


Ma il vero dato controcorrente e positivo per l’Italia è un altro. Il 28% degli italiani si dice disposto a pagare un prezzo più alto per i nuovi prodotti. Una percentuale che supera di 10 punti percentuali la media globale e di 18 quella europea. È evidente quindi che i consumatori italiani non solo sono aperti all’innovazione ma ne ricercano e riconoscono anche il valore.


Curioso inoltre vedere come gli italiani mostrino una preferenza maggiore verso i prodotti che sono adatti a tutta la famiglia rispetto ai prodotti che permettono di raggiungere una soddisfazione personale (18% vs. 11%). Di primaria importanza in Europa e in Italia (20% e 18% rispettivamente) il fatto che il prodotto ci venga raccomandato da qualcuno. Le persone si fidano del giudizio degli altri e il passaparola rimane una delle ragioni che maggiormente stimola la curiosità nel provare qualcosa di nuovo.


Ma quali sono i prodotti che gli italiani vogliono trovare sugli scaffali nel futuro? Se al primo posto vogliono prodotti economici (38%), a seguire viene una forte richiesta di innovazioni che rendano la nostra vita e il nostro ambiente migliore: prodotti  per uno stile di vita sano (34%) e fatti con ingredienti naturali (28%), innovazioni ecologiche (29%) ed etiche (15%), e soluzioni che siano comodi da usare (28%) e che facilitino la vita (23%). I due temi legati ad uno stile di vita più salutare che rispetti l’ambiente, e innovazioni che aiutino nel quotidiano sono costantemente a livello globale ed europeo i più richiesti dai consumatori.


Avere il prodotto giusto non basta per raggiungere il successo. I vantaggi di avere un prodotto eccellente sono vanificati se non si è in grado di comunicarli nel modo giusto. Quali sono quindi le fonti di cui i consumatori si fidano maggiormente per acquisire informazioni riguardo ai nuovi prodotti? A livello europeo, è possibile notare che alcuni media tradizionali stanno perdendo terreno  a vantaggio degli earned media, quali ad esempio i social media, che hanno più influenza sui consumatori rispetto al passato.


Nel nostro Paese invece la tv (53%) non perde di importanza e rimane saldamente fra le cinque fonti più importanti che informano i consumatori. Altro capo saldo della comunicazione italiana è il passaparola, con la stessa quota (53%). Risultati in linea con il trend europeo per quanto riguarda il mondo del digitale. La ricerca attiva su internet è tra le principali fonti utilizzate dai consumatori italiani per reperire informazioni riguardo ai nuovi prodotti (52%), e non manca il passaparola nemmeno all’interno del mondo online; nonostante l’Italia sia leggermente indietro rispetto alla media europea e globale cresce l’utilizzo dei post sui social media come mezzo per reperire informazioni utili (13%). Si riduce invece l’utilizzo del direct mailing (14%). Inutile dire quanto ancora fondamentale sia la distribuzione: ancora oggi il 52% dei consumatori italiani afferma di venire a conoscenza dei nuovi prodotti vedendoli all’interno dei negozi, indice di quanto sia sempre più importante la presenza e visibilità sul punto vendita.