Per Confcommercio a Natale regali in calo

Secondo un'indagine condotta in collaborazione con Format Ricerche, aumentano gli italiani che prevedono per dicembre Festività dimesse e all'insegna del risparmio. E il 14% dei consumatori non farà regali

Per Confcommercio a Natale regali in calo

Aumentano gli italiani che prevedono per le prossime festività natalizie regali e festeggiamenti in forma «molto dimessa»: erano il 66,4% del totale nel 2012, sono il 69,3% quest’anno. A dirlo un’indagine condotta da Confcommercio in collaborazione con Format Ricerche sul “sentiment” degli italiani a un mese dal Natale. In un contesto di crisi economica generalizzata, sette italiani su dieci si preparano a un altro dicembre di ristrettezze e meno di uno ogni dieci ritiene che le prossime Feste saranno uguali a quelle di sempre. Pochi anche gli italiani che pensano che il prossimo sarà l’ultimo Natale di crisi: in tutto sono il 20% circa, mentre quattro su dieci ritengono che la congiuntura perdurerà per almeno due anni ancora.

Le previsioni sul futuro prossimo venturo si riflettono ovviamente sulla propensione all’acquisto: aumentano gli italiani che dichiarano di non essere intenzionati a fare regali di Natale (erano il 13,7% nel novembre 2012, sono oggi il 14,2%) e si allarga l’area del disagio tra i consumatori più giovani, cioè coloro che hanno meno di 34 anni, e tra i residenti nelle grandi aree metropolitane di Roma, Milano, Torino, Genova, Napoli, Bari, e nelle regioni del Nord-Est, dal Friuli Venezia Giulia al Veneto.

L’annunciata contrazione dei regali di Natale è l’effetto di ragioni diverse: la diminuita capacità di spesa degli italiani e la minore propensione a effettuare acquisti in un periodo di crisi (calo della fiducia). Non è invece l’effetto di un differente “sentiment” dei consumatori verso il Natale in sé, verso ciò che rappresenta e verso la tradizione del regalo. La percentuale di consumatori che considera gli acquisti natalizi una «spesa necessaria e piacevole» resta in sostanza invariata rispetto al 2012, anzi è anche leggermene in aumento (51,7% contro il precedente 49%). Preoccupa però che quasi la metà dei consumatori giudichi la propria condizione economica peggiore rispetto a soli dodici mesi fa. Il 47,4% degli italiani si ritiene difatti «più povero» di prima e, di questi, due su dieci esprimono giudizi marcatamente negativi. Più nel dettaglio, il 34,6% degli italiani ritiene che nel 2013 la situazione economica della propria famiglia sia diventata «un po’ meno buona» mentre per il 9,8%è «assai meno buona«» rispetto a quella dei dodici mesi precedenti. A questi dati fanno riscontro quelli relativi alla previsione degli italiani circa la condizione economica della propria famiglia per il 2014 (prossimi 12 mesi): soltanto il 4% degli italiani ritiene che ci saranno miglioramenti nei prossimi 12 mesi, secondo il 20% circa si registreranno peggioramenti ulteriori nel 2014 e secondo il 72,4% la situazione rimarrà invariata.

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