Decreto stupefacenti: misure più restrittive nella gestione e maggiore tracciabilità

Decreto stupefacenti: misure più restrittive nella gestione e maggiore tracciabilità

Le regole sulla gestione dei farmaci stupefacenti custoditi negli ospedali e nelle altre strutture sanitarie diventano più restrittive, dopo i recenti episodi riportati dalla cronaca legati al furto di oppioidi in ambito sanitario. Il ministero della Salute ha trasmesso alle Regioni una bozza di decreto, composta da 19 articoli, che definisce le “misure minime uniformi per la sicurezza, la custodia, la tracciabilità e la gestione dei medicinali stupefacenti o psicotropi”. L’obiettivo dichiarato è prevenire furti, sottrazioni, manomissioni, frodi documentali, utilizzi impropri e possibili diversioni dal circuito sanitario legale, garantendo al contempo la piena tracciabilità delle operazioni e una chiara attribuzione delle responsabilità. Sebbene si tratti ancora di un testo in discussione all’esame della Conferenza Stato-Regioni, per il farmacista territoriale, l’introduzione di queste misure si tradurrà in una previsione delle procedure quotidiane.

Casseforti blindate e controllo digitale degli accessi

Il primo pilastro del decreto riguarda la protezione fisica dei farmaci sensibili. La tradizionale e diffusa abitudine dell’armadietto metallico chiuso a chiave cede il passo a requisiti strutturali severi. Il testo prevede l’obbligo di custodire gli stupefacenti in casseforti o armadi blindati certificati. Le vecchie chiavi fisiche dovranno essere progressivamente sostituite o integrate da sistemi di sblocco digitali o biometrici: ogni volta che la cassaforte viene aperta, il sistema dovrà registrare automaticamente l’identità di chi ha effettuato l’accesso, la data, l’ora esatta e la durata dell’operazione. Questa tracciabilità informatica elimina l’anonimato e impone una rigorosa responsabilizzazione del personale della farmacia. Oltre alla blindatura dei contenitori, i locali destinati allo stoccaggio e alla dispensazione degli stupefacenti dovranno essere protetti da sistemi di videosorveglianza a circuito chiuso e da impianti di allarme collegati, dove possibile, con le forze dell’ordine o istituti di vigilanza privata. Le telecamere dovranno monitorare costantemente le zone in cui vengono manipolati questi farmaci, garantendo la conservazione delle registrazioni nel pieno rispetto delle normative sulla privacy. La bozza di decreto introduce, anche l’obbligo di verificare le giacenze fisiche degli stupefacenti con una cadenza estremamente ravvicinata: si parla di un controllo periodico da effettuare ogni 48 ore. Qualora si riscontrino discrepanze, mancanze o sospetti di manomissione delle confezioni, scatta l’obbligo di segnalazione secondo finestre temporali rigidissime, comprese tra le 12 e le 24 ore. L’obiettivo del Ministero è azzerare il tempo che passa tra l’eventuale furto (o l’appropriazione indebita) e la scoperta del fatto, bloccando sul nascere possibili canali di deviazione illecita verso il mercato nero.

Formazione specifica per il personale

La bozza del decreto prevede anche una formazione iniziale e periodica obbligatoria per il personale autorizzato all’accesso ai medicinali e ai relativi sistemi, che comprenderà non soltanto la normativa e la tenuta dei registri, ma anche la sicurezza fisica e informatica, la gestione delle chiavi, individuazione delle frodi, emergenze e obblighi di segnalazione.

Infine, l’art. 17 si propone di rafforzare la collaborazione tra ministero della Salute e ministero dell’Interno, attraverso la Direzione centrale per i servizi antidroga, per contrastare furti, sottrazioni e diversioni verso il circuito illegale.

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