Il riassetto della sanità territoriale, guidato dalle direttrici della Missione 6 Componente 1 del PNRR, sta determinando una transizione strutturale nei modelli organizzativi della rete assistenziale. Al centro di questo mutamento si colloca l’evoluzione della farmacia italiana, in particolare di quella rurale, chiamata a evolvere da avamposto logistico di distribuzione del farmaco a nodo della filiera assistenziale di prossimità. Il convegno Federfarma-Sunifar “Aree rurali e sanità di prossimità: il ruolo delle farmacie rurali tra invecchiamento e desertificazione sanitaria” del 9 giugno, ha fotografato la situazione attuale e tracciato le linee direttrici della transizione strutturale che stanno attraversando le farmacie.
Farmacia rurale spesso unico punto di accesso al Ssn
Andrea Mandelli, Presidente della FOFI, ha aperto i lavori analizzando l’impatto dei provvedimenti economici e normativi concordati con i Ministeri competenti, con particolare riferimento al potenziamento dei presidi situati nelle aree interne: «il ruolo delle farmacie rurali diventa sempre più importante, perché l’impegno di Sunifar, di Federfarma e della Fofi si è rivolta in questi anni proprio a valorizzare questo importantissimo presidio anche con fatti concreti. Penso all’operazione che abbiamo fatto col Ministero per fare sì che le dotazioni economiche fossero via via allargate per abbracciare fasce di farmacie che potessero sfruttare questa grande occasione che abbiamo costruito insieme in questi anni». L’allargamento delle risorse economiche a favore delle Rurali ha permesso l’acquisizione di strumentazione tecnologica e dispositivi di telemedicina necessari per l’erogazione di prestazioni di prima istanza. Adesso, il consolidamento della rete indipendente rappresenta la risposta strutturale alla concorrenza esercitata dalle catene di capitale: rispetto alla gestione centralizzata di queste ultime, la farmacia tradizionale deve mantenere la propria specificità operativa facendola convergere in un modello organizzato: «Oggi dobbiamo confrontarci con le catene che stanno organizzando i servizi meglio di noi. Noi siamo sempre un po’ degli artigiani e lo dico con l’orgoglio dell’artigiano. Ecco, questo artigianato deve diventare un po’ più sistema ed è per questo, che abbiamo pubblicato il Manuale della Farmacia dei Servizi».
Il passaggio cardine della riforma risiede nel definitivo inquadramento legislativo della Farmacia dei Servizi: le attività diagnostiche e di screening non sono più da considerarsi progetti pilota transitori. Infatti, il riconoscimento all’interno della Legge di Bilancio stabilizza lo stanziamento dei fondi e inserisce le prestazioni sanitarie erogate in farmacia nei Lea o nei canali ordinari di remunerazione pubblica, ridefinendo il core business del presidio territoriale
L’intervento di Gianni Petrosillo, Presidente Sunifar si è concentrato sulla sostenibilità economica dei presidi rurali, strutture che operano in regime di sussidio in comuni con meno di 5.000 abitanti. Nei contesti territoriali caratterizzati da carenza di assistenza medica, la farmacia rurale rappresenta l’unico punto di accesso al Ssn. A causa della contrazione dei margini sul farmaco etico tradizionale, Petrosillo ha ribadito che l’adozione della Nuova Remunerazione legata ai servizi è indispensabile per la sopravvivenza stessa di questi presidi territoriali.
Claudia Pietropoli, consigliera Sunifar, ha messo in evidenza le opportunità offerte dalla telemedicina e dai modelli di collaborazione tra ospedale e territorio, così come dall’impiego di tecnologie digitali e dispositivi di Point-of-Care Testing (POCT) per la misurazione di parametri biologici direttamente in farmacia. Secondo i dati presentati, l’intervento del farmacista nella verifica dell’aderenza terapeutica genera un miglioramento degli outcome clinici dei pazienti e una riduzione dei tassi di ospedalizzazione, facilitando la continuità assistenziale ospedale-territorio.
La funzione sociale della farmacia e soprattutto delle Rurali, assume ancora più rilevanza alla luce del progressivo invecchiamento della popolazione, come sottolineato da Roberta Crialesi, dirigente dell’Istat: «in un Paese che invecchia, investire nella prossimità significa garantire il diritto alla salute anche nei territori più lontani e fragili». Secondo i dati presentati gli over 65 rappresentano ormai circa un quarto dei residenti e nei prossimi anni aumenteranno in un contesto caratterizzato da reti familiari sempre più ridotte e da una minore disponibilità di caregiver. È dunque «prioritario tutelare la fragilità per tutti i cittadini, soprattutto quelli che risiedono nelle aree interne e più marginali, integrando dimensioni sanitarie, sociali e tecnologiche» ha affermato Crialesi «e le farmacie rurali grazie alla loro capillarità e prossimità alle comunità possono svolgere veramente un ruolo strategico da diversi punti di vista, quali prevenzione, la gestione delle cronicità, aderenza terapeutica e il supporto alle persone fragili».




