Di fronte allo stallo delle trattative per il rinnovo del contratto delle farmacie private e delle farmacie pubbliche o partecipate, la Federazione degli ordini dei farmacisti (FOFI), pur non essendo parte del tavolo negoziale, ha provato a favorire un ritorno al dialogo tra le parti.
Lo scorso 18 giugno a Roma, su mandato del Consiglio nazionale, la Federazione ha convocato le organizzazioni sindacali Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs per un confronto con Federfarma e Assofarm, volto a comprendere le criticità che impediscono il raggiungimento di un accordo.
PharmaRetail ha chiesto ad Andrea Mandelli, Presidente FOFI, e a Marianna Flauto, Segretaria Nazionale Uiltucs, di ricostruire il confronto e di spiegare a che punto è oggi il tentativo di far ripartire il dialogo tra le parti.
FOFI si propone di favorire il ritorno al dialogo tra le parti
«La Federazione degli Ordini ha voluto incontrare le parti per cercare di comprendere le ragioni di entrambi e se è possibile favorire il ritorno a un dialogo che sia foriero di una soluzione del problema» ha spiegato Andrea Mandelli, Presidente FOFI, a PharmaRetail, «ribadisco che FOFI non è parte del tavolo di contrattazione: da parte nostra abbiamo ascoltato sia Federfarma sia i sindacati e da entrambi grandi abbiamo ricevuto gratitudine per questo nostro impegno che non è né scontato né facile. Stiamo cercando in tutti i modi di far riprendere un dialogo che sia finalizzato a trovare un’intesa la più rapida possibile, perché in questo momento abbiamo davvero bisogno di potenziare la sanità territoriale e credo che il ruolo del farmacista nel potenziamento di questa rete sia fondamentale proprio per il suo rapporto con il paziente e per la sua capillare diffusione sul territorio». Quindi, ha proseguito Mandelli «si è trattato di uno scambio sulle tematiche: i sindacati hanno compartecipato le loro problematiche a tutte le parti e ora cerchiamo di fare la nostra parte. Il nostro scopo è quello di cercare di far riprendere il dialogo che possa portare a breve, con la ripresa delle consultazioni, a una soluzione dei nodi che sono ancora sul tappeto». Nella discussione, ha sottolineato il Presidente FOFI, «abbiamo cercato di comprendere le tematiche e le esigenze portate avanti dai sindacati, ma il compito dell’ordine è garantire la qualità del servizio al cittadino. Quindi per noi è importante avere prima di tutto un farmacista preparato – e lo garantiamo attraverso i corsi ECM – che possa offrire il miglior servizio a una popolazione che, invecchiando e avendo malattie croniche, necessita di presenza sul territorio». Conclude Mandelli: «noi continuiamo a tessere una tela di rapporti che possa essere facilitatrice di una conclusione».
L’incremento salariale è un tema centrale per Uiltucs
«L’incontro è stato richiesto da FOFI e questa volta, dato lo stallo del negoziato, le segreterie nazionali hanno dato disponibilità per comprendere se la Federazione degli ordini dei farmacisti che dovrebbe tutelare la professione, poteva concretamente sostenere la nostra vertenza pur non essendo la nostra controparte al tavolo negoziale» ha spiegato a PharmaRetail Marianna Flauto, Segretaria Nazionale Uiltucs. «Il confronto con FOFI è stato certamente interessante e abbiamo registrato da parte di FOFI la volontà di farsi parte attiva nei confronti di Federfarma e di Assofarm per una conclusione positiva ed in tempi brevi del rinnovo contrattuale. Abbiamo affrontato tanti temi: dell’evoluzione del sistema farmacia che con l’introduzione dei servizi sanitari si trasforma nei fatti in presidio sanitario di prossimità; un cambiamento che sta trasformando conseguentemente la professione dei farmacisti e di cui ancora non si conosce la sua escalation». Flauto ha proseguito spiegando che «FOFI ha voluto conoscere lo stato della trattativa ed i motivi della rottura del tavolo che ha portato allo sciopero per avere un quadro chiaro della situazione. Abbiamo ribadito che uno dei temi centrali è quello dell’incremento salariale. I farmacisti delle farmacie private hanno ricevuto 80 euro di incremento in 13 anni». Dal punto di vista salariale – secondo la rappresentante sindacale – «la situazione è chiarissima, si tratta di un gap enorme che deve essere colmato, un gap aggravato dalla situazione inflattiva che bisogna recuperare con questo rinnovo per ridare dignità alle lavoratrici e lavoratori di questo settore che dal punto di vista retributivo vivono una condizione mortificante se facciamo paragoni con altri settori nei quali le retribuzioni sono andate avanti in questi anni. Poi c’è il tema del riconoscimento della professionalità alla luce dei nuovi servizi svolti nelle farmacie.»
Il valore professionale, d’altro canto «deve essere riconosciuto nel contratto sia in termini di inquadramento che di indennità anche a fronte delle maggiori responsabilità e dei maggiori rischi biologici e non. Anche il tema della conciliazione dei tempi di vita e di lavoro è stato oggetto del confronto, consapevoli che le aperture domenicali e festive, il lavoro notturno, il prolungamento del nastro orario di apertura hanno peggiorato di gran lunga le condizioni di lavoro del settore». Adesso, ha concluso Flauto, «bisogna avere il coraggio di comprendere che ci troviamo in una fase nuova nella quale bisogna mettere le basi per un nuovo modello contrattuale del settore che deve partire da una impostazione nuova rispetto al passato, rendere attrattivo questo settore dimostrando che la professionalità è ancora un valore ma anche la propria vita privata deve contare. FOFI si è impegnata ad incontrare le nostre controparti assumendo il ruolo di “facilitatore”».




