Imprenditori in camice bianco? Studiate da leader

Imprenditori in camice bianco? Studiate da leader

Tra le qualità necessarie a un titolare di farmacia va inclusa la leadership, una caratteristica molto diversa dall’autorità. Si potrebbe pensare che, mentre l’autorità è insita nel ruolo di chi sta al vertice di un’azienda o un ente, l’autorevolezza, il carisma, la leadership, siano qualcosa di innato.

Questo è vero soltanto in parte. Il carisma si basa sul carattere, sulla figura, sui tratti del viso, sul modo di parlare. Ma, anche chi non “nasce” leader, approfondendo la conoscenza dei processi di interazione tra le persone, può migliorare e aumentare moltissimo la propria autorevolezza. Sfatiamo alcuni miti relativi all’aspetto, come l’altezza, il portamento. Ci vuole una figura imponente per suscitare rispetto? Non è una condizione necessaria, tra i leader nella storia troviamo legioni di piccoletti: Stalin, Attila, Alessandro Magno, Napoleone, Gandhi. Record negativo per Benito Juarez, eroe della rivoluzione messicana, che pur misurando soltanto 137 cm, aveva leadership da vendere. Nei giorni nostri, non sono giganti, per esempio, i leader russi Putin e Medvedev.

E la lista non si esaurisce qui: Franklin Delano Roosevelt, per quattro mandati alla Casa Bianca, girava in sedia a rotelle a causa della poliomielite, mentre Tamerlano, il grande condottiero mongolo, era zoppo. E se passiamo alla parola, possiamo citare Mosè,  Aristotele, Isacco Newton, san Carlo Borromeo, Giorgio VI, Winston Churchill, tutti grandi personaggi accomunati dalla difficoltà nella speditezza del linguaggio. Lo stesso Indro Montanelli scherzava spesso sulla propria loquela un po’ incerta, che lo faceva assomigliare, come diceva lui stesso, a un “boccheggiante pesce preso all’amo”. L’autostima è sempre di aiuto ma ci vuole anche altro perché altrimenti rischia di trasformarsi in boria.

Come incrementare la propria leadership

Un leader deve avere qualità direttive e saper prendere decisioni. Se non siete soddisfatti di come gestite il processo decisionale, sappiate che è qualcosa su cui si può lavorare con successo. È quello che fanno, con strumenti di formazione continua, molti manager dell’industria e della GDO.

Il leader sa ascoltare. L’ascolto è necessario per avere un quadro completo delle situazioni e, nel caso dei propri collaboratori, è anche utile per ottenere una loro maggiore partecipazione emotiva e attiva. Ed è bene che il capo sia anche umile, pronto a ricredersi e ad ammettere i propri errori e a riconoscere i meriti degli altri. Non è segno di debolezza ma di elasticità mentale. Il leader è equilibrato, obiettivo, coraggioso, controlla le proprie emozioni. Chi si dà l’obiettivo di soddisfare queste caratteristiche è già a metà strada.

È razionale, ma anche intuitivo. È leale ed è generoso, ma soprattutto giusto: le persone possiedono il senso della giustizia e sanno accettare i rimproveri quando sono meritati, a patto che non manchi mai il rispetto. Se offrite stima e riguardo, ne riceverete a vostra volta.

Il leader è aperto alle innovazioni. Non in maniera acritica, ma con lo scopo di essere sempre preparato ai cambiamenti.

Per imparare esistono corsi di formazione e manuali perché “studiare da leader” è possibile. Senza dimenticare che un buon lavoro per chi gestisce una farmacia è in gran parte questione di intelligenza, di buon senso e di misura.

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AUTORE

Giornalista freelance iscritto all’albo come pubblicista, esperto di marketing e di comunicazione. Il suo è un percorso particolare.

Laureato in matematica all’Università di Trieste, si è formato in Unilever.

Ha ricoperto posizioni direttive in multinazionali farmaceutiche e successivamente ha lavorato come consulente di direzione e formatore, associato a importanti società di consulenza.

È stato per anni docente nella School di Ec Consulting Italia.