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Dossier Dermocosmesi

Acido ialuronico, miracoloso? Parliamone

La redazione   |  4 giugno 2018

Idratare la pelle è uno dei mantra più comuni in ambito dermocosmetico ma detiene lo scettro di ‘super-idratante’ in particolare l’acido ialuronico. Usato ovunque, ha scalzato il vecchio retinolo come ingrediente fra i più ricercati dai medici e dalle stesse consumatrici, anche sollecitate da continui spot che presentano il composto come la soluzione che mancava.

 


Ingrediente nella dermocosmesi

Questo polisaccaride naturale, componente naturale del nostro tessuto connettivo, è presente naturalmente nella nostra pelle ed ha una capacità di trattenere grandi quantità di acqua fino  a 100 volte il suo peso ma invecchiando tali capacità si perdono.

Il composto ha un alone magico anche grazie al fatto che è divenuto il composto più usato come filler in medicina estetica e tutti noi lo associamo al ringiovanimento. Ma dalle siringhe ai cosmetici il passo è stato breve: in commercio ci sono creme, maschere, salviettine e fogli imbevuti, sieri, gocce, fluidi di acido ialuronico puro, oppure mescolato con altri ingredienti, spesso vitamine. Ad alta concentrazione, al 100%, a basso, medio e alto peso molecolare,  in microsfere, idratante profondo, ad azione filler-like, rimpolpante, rigenerante e così via. Un po ’ di acido ialuronico non si nega a nessuno e i pregi reclamizzati a suo carico si sprecano nei prodotti di bellezza.

 


Un grande business

Il business mondiale di acido ialuronico, che include l’impiego in campo medico, ortopedico,  nei biomateriali ed impianti, come carrier di farmaci e in dermatologia vale 4.30 miliardi di dollari e si prevede una impennata del 6,7% nei paesi CAGR. Raggiungerà i 7.25 miliardi di dollari entro il 2024 , si legge nel nuovo industry-report “Global Hyaluronic Acid Solution Market” di Grand View Research che analizza il mercato globale.  Spiegano gli analisti che il fatturato crescerà ancora perché la popolazione globale sta invecchiando sempre di più e per l’introduzione di prodotti tecnologicamente avanzati in ambito del drug-delivery. Ma la vera spinta propulsiva nasce dall’uso dilagante di prodotti ad uso topico per la prevenzione dell’invecchiamento. Aumenterà la domanda di creme antirughe e soluzioni anti-aging che lo contengono e l’industria cosmetica ne farà ancora e sempre maggiore uso nei prossimi sei anni.


La parola all’esperto

Ma l’acido ialuronico sta bene davvero dappertutto? Quanto se ne usa e in quale forma nelle creme e nei sieri? È davvero così miracoloso come sembra? Sicuramente si tratta di un eccellente ‘umettante’, in grado di trattenere acqua, ma è anche ritenuto un ‘idratante profondo’  in molte réclame seppure non  si tratti di proprietà sempre ben documentate. Qualche critica la fa Andrea Fratter, farmacista con master in scienze cosmetologiche, specializzazione in farmacologia clinica e docente al corso di perfezionamento in farmacologica clinica all’università degli Studi di Padova. Lo specialista è anche autore di un libro interessante ‘Bufale cosmetiche’ (Aracne editrice) e, partecipando come relatore al congresso dedicato agli attivi in cosmetica all’ultima edizione di Cosmofarma,  ha sottolineato come il composto non sia un idratante profondo ma un ottimo filmogeno. Fissa cioè l’acqua nella superficie cutanea e evita la perdita di acqua trans-epidermica e il depletamento dei lipidi di barriera.  «Si tratta di una sostanza che non è in condizione di penetrare negli strati profondi del derma, se spalmato sulla pelle, e perciò non può avere un effetto idratante, così come spesso reclamizzato. È invece un prezioso umettante, filmogeno e dermoprotettivo», ha precisato Fratter al convegno.

 

Conosce a fondo le virtù dell’acido ialuronico Laura Busata, cosmetic specialist R&D di Unifarco, impresa che mette a punto dermocosmetici per le farmacie e che dell’acido ialuronico fa il suo cavallo di battaglia. Spiega la ricercatrice: «Il nostro best-seller è il siero che contiene gel di acido ialuronico al 40%. E’ vero che si tratta di un ingrediente che non deve essere ritenuto un classico idratante ma ha il grosso pregio di trattenere l’acqua negli strati cutanei creando un film protettivo. Trattiene perciò una riserva di acqua indispensabile e previene la disidratazione. L’acido ialuronico inoltre si inserisce fra le rughe, gonfiandosi e riempendole in superficie.  Credo che i farmacisti abbiano la possibilità di selezionare prodotti e ingredienti di qualità. Noi impieghiamo solo un acido ialuronico di produzione tedesca, di qualità superiore e derivato da fermentazione enzimatica. Importante infine è il veicolo del prodotto, il nostro gel trattiene molto principio attivo grazie alla formula complessiva messa a punto insieme con l’università di Padova e coperta da brevetto».


Leggiamo le etichette

Come riconoscere la presenza di acido ialuronico nelle formulazioni cosmetiche? Leggendo le etichette. Di INCI sul composto ce ne sono diversi perché diverse sono le tipologie usate. Si va ad esempio da “hyaluronic acid” a “hydrolysed hyaluronic acid”, da “sodium acetyl hyaluronate” a “sodium hyaluronate”. Come sempre però prima di sceglierlo e consigliarlo il farmacista può richiedere al produttore anche qualche informazione in più.  E magari chiedere lumi sul tipo di veicolo impiegato.

 

 

 



L'AUTORE

Agnese Ferrara

Due lauree in ambito scientifico, scrive di salute, benessere, ricerca, cosmesi e società dal 1997. Per l'Agenzia stampa ANSA si occupa di cultura e lifestyle, per La Repubblica e sul sito www.repubblica.it scrive di salute e benessere. Ha un suo Blog: www.thebeautyobserver.it Twitter | @AgneseFerrara2 Facebook | @TheBeautyObserverItalia Blog |  http://www.thebeautyovserver.it/