A gennaio risultati negativi, si salva la Veterinaria

A gennaio risultati negativi, si salva la Veterinaria

L’inizio del 2016 non è stato positivo per il mercato della farmacia che a gennaio ha registrato complessivamente una perdita del -8,5% a fatturato e del -8,9% a pezzi rispetto allo stesso mese del 2015.

I principali ambiti di attività della farmacia hanno ottenuto segni negativi: il mondo del farmaco etico nel suo complesso ha, infatti, registrato un -9,7% a fatturato ed un -8,6% a pezzi mentre i prodotti maggiormente commerciali, che generalmente realizzano trend in crescita, hanno ottenuto un -6,7% a fatturato e un -9,5% a pezzi. Questo risultato è certamente influenzato dal confronto con un gennaio 2015 dalle performance particolarmente positive e dalla scarsa diffusione delle patologie influenzali, come si evince dai risultati degli ambiti maggiormente connessi alla cura delle malattie tipiche del periodo invernale.

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ANALISI DEGLI INGRESSI

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L’analisi degli ingressi mostra un altro elemento che ha certamente influenzato, almeno in parte, i trend negativi del mese: si osserva infatti un calo nei giorni lavorati (che ammonta, in media, ad una giornata lavorativa) che porta sicuramente con sé una riduzione degli ingressi. Questo aspetto, guidato dal calendario di gennaio 2016, non è stato però il solo determinante dei risultati osservati, come si evince dalla simultanea riduzione del numero di ingressi medi per giornata lavorativa.

In termini di performance medie a fatturato e pezzi i singoli ingressi sono invece stati in linea con quanto realizzato a gennaio 2015: minore affluenza, quindi, a fronte degli stessi risultati per singolo scontrino.

 

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L’ANDAMENTO DEL FARMACO

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Entrando nel dettaglio del farmaco etico si osservano risultati in calo sia per il farmaco mutuabile, che ha ottenuto nel mese un -10,8% a valori ed un -9,6% a volumi, che per il farmaco non mutuabile, che ha registrato trend negativi pari a -9,3% a fatturato e -12,2% a pezzi. Interessante osservare l’andamento del farmaco generico che per la prima volta da alcuni anni realizza segni negativi, perdendo il -5,1% a fatturato e il -3,6% a pezzi.

I peggiori risultati si sono osservati nell’ambito del farmaco senza obbligo di ricetta, in forte calo rispetto a quanto realizzato a gennaio 2015. I prodotti SOP hanno ottenuto un -17,7% a valori e un -21,8% a volumi mentre gli OTC hanno perso il -13,9% a fatturato e il -17,1% a pezzi. Questi risultati sono certamente associati all’assenza del picco influenzale (che aveva invece caratterizzato lo stesso periodo dello scorso anno), come suggeriscono i trend particolarmente negativi dei gruppi terapeutici maggiormente associati alla cura delle sindromi influenzali (che sono anche quelli che pesano maggiormente nel farmaco di autocura). Si osserva, infatti, un calo a doppia cifra sia per gli analgesici che per i preparati per la tosse e le malattie da raffreddamento. Trend negativi anche per i farmaci per uso topico per dolori muscolari e articolari, per i farmaci antiinfiammatori e antireumatici, per gli antidiarroici, antiinfiammatori e antimicrobici intestinali, per le vitamine ed i preparati per il cavo faringeo.

 

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L’ANDAMENTO DEL PARAFARMACO

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In controtendenza rispetto ai soliti andamenti anche il parafarmaco, che a gennaio ha ottenuto un -3,7% a fatturato e un -4,9% a pezzi, realizzando un calo sicuramente molto più contenuto che nel mondo del farmaco ma non per questo meno rilevante, visti i segni generalmente positivi che si osservano in questo ambito. I più importanti segmenti del parafarmaco hanno ottenuto trend in lieve calo: gli alimenti speciali hanno registrato un -2,5% a fatturato e un -5% a pezzi (sostenuti dagli integratori che soprattutto a valori si sono mantenuti tendenzialmente stabili nel mese), i sanitari hanno registrato un -4,7% sia a valori che a volumi, la dermocosmetica ha realizzato un trend del -2,3% a valori e del -3,4% a volumi e l’igiene del -2,8% a fatturato e del -3,5% a pezzi. Anche la fitoterapia ha perso a gennaio, registrando un -6,2% a fatturato e un -8% a pezzi: anche in questo mercato si osservano diversi segni negativi nei prodotti legati alla cura delle patologie invernali. Stessa sorte, anche se con trend nettamente peggiori, per l’omeopatia, che cala del         -13,8% a fatturato e del -15,7% a pezzi. Unico segmento a registrare un segno positivo, per quanto modesto, è quello della veterinaria, che nel mese ha ottenuto un +1,2 a fatturato a fronte di una totale stabilità a pezzi (-0,3%)

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