Aperta in Alaska la prima “telefarmacia”

Aperta in Alaska la prima “telefarmacia”

È stata inaugurata da pochi giorni la prima “telefarmacia” del mondo. Si trova a Healy, un piccolo paese di poco più di mille abitanti in Alaska.  L’innovazione si è rivelata utile per la località particolarmente isolata, dove non c’è un servizio medico costante ed è disponibile solo un piccolo ambulatorio farmaceutico, ma dove manca una vera e propria farmacia.


La problematica e la soluzione

Il nuovo esercizio si chiama “Alaska Family Pharmacy” e permette ai residenti di non dovere andare in auto alla città di Fairbanks (la second città più grande dello Stato) per ritirare un farmaco su prescrizione o di recarsi in una grande farmacia urbana. Il titolare Leif Holm, proprietario anche di tre farmacie a Fairbanks e presidente dell’Alaska Board of Pharmacy, è felice della nuova opportunità di business. «Si tratta di un esercizio al dettaglio a pieno servizio, in grado di offrire le stesse comodità che si avrebbero entrando in una farmacia a Fairbanks» ha dichiarato. Holm si è interessato alla tecnologia della telefarmacia non appena ne sentì parlare e cominciò a esplorare i modi per utilizzarla. Ha così pensato che Healy, per le sue caratteristiche, fosse una posizione privilegiata per iniziare, in quanto era un centro “abbastanza grande per sostenere una farmacia”.

Una telefarmacia consente alle prescrizioni e alle cure farmaceutiche di essere consegnate tramite le telecomunicazioni a pazienti in luoghi in cui non possono avere un contatto diretto con un farmacista. Ecco come funziona il sistema più in dettaglio. Le prescrizioni sono portate dal paziente personalmente alla farmacia oppure inviate via fax, dettate al telefono o spedite elettronicamente. Il tecnico della farmacia accetta le prescrizioni e gestisce l’intera procedura di trattamento. In particolare, il tecnico rilascia il farmaco e ogni step è fotografato da telecamere speciali. Al termine, il farmacista effettua un doppio controllo di tutto, ha sottolineato Holm. Nel caso in cui i pazienti che ritirano i medicinali vogliano parlare con il farmacista, il consulto avviene molto semplicemente tramite una chiamata telefonica davanti allo schermo di un computer, in modo che i pazienti possano ancora avere un colloquio faccia a faccia con il professionista.


Ricadute in termini di business

«Sono un ragazzo del luogo» ha detto Holm. «Questa è un’azienda locale. Mio padre ha avviato una farmacia nel Polo Nord nel 1987, quindi ho vissuto nel mondo della farmacia tutta la vita. La telefarmacia era uno dei suoi sogni, ma la tecnologia allora non esisteva». Queste affermazioni danno un’idea del pragmatismo dell’iniziativa. Lo stesso Holm ha affermato di sperare che le sue radici in Alaska contribuiscano a stimolare la fiducia in lui tra i nuovi clienti.

Il negozio – ha specificato – venderà medicine standard per raffreddore, tosse, antiacidi e una linea vitaminica specializzata. Il titolare intende inoltre esporre una casella per i suggerimenti perché, ha spiegato, «voglio portare qui ciò che la comunità desidera o di cui ha bisogno». Per il momento due residenti sono stati assunti come tecnici di farmacia ma il piano a lungo termine è quello di utilizzare esperienze di farmacia professionale tramite tecnologie sviluppate a Fairbanks.

Holm è convinto non solo di offrire un servizio alla comunità in campo sanitario, ma anche di poter avviare una sorta di processo di sviluppo economico della cittadina, di cui a sua volta beneficerà. «Quando una telefarmacia arriva in città» ha spiegato «allora vedi i fornitori più interessati a essere lì. Se qui puoi vedere un medico e se puoi prendere i farmaci lungo la strada, l’affare è completo. Saremo i primi e probabilmente avremo più fornitori». Senza contare, ha aggiunto, che d’estate i turisti con esigenze di prescrizione aiuteranno anche l’attività stagionale. Tra l’altro, i prezzi saranno uguali a quelli delle farmacie di Fairbanks, senza costi aggiuntivi per la spedizione dei farmaci. Forse la visione lungimirante di Holm giustifica il fatto che, appena inaugurata, stia già pensando di voler espandere l’attività in un edificio più grande per avere più spazio per l’over-the-counter, come ha affermato.

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