Avastin-Lucentis, per il Garante c’era cartello

Avastin-Lucentis, per il Garante c’era cartello

Roche e Novartis hanno posto in essere un’intesa restrittiva della concorrenza nel mercato dei farmaci per la cura di gravi patologie vascolari della vista. Lo ha stabilito l’altra settimana l’Antitrust (nella foto il presidente, Giovanni Pitruzzella), che ha inflitto ai due gruppi una sanzione di oltre 180 milioni di euro. Secondo il Garante, il cartello avrebbe ridotto le opportunità terapeutiche disponibili per molti pazienti e aggravato la spesa Ssn di circa 45 milioni di euro nel solo 2012.


L’istruttoria era stata avviata nel febbraio dell’anno scorso, dopo le segnalazioni ricevute da Aiudapds, un’associazione di cliniche private, e Soi (Società oftalmologica italiana), ma al procedimento si erano poi aggregate anche la Regione Emilia-Romagna e Altroconsumo. Dalla documentazione acquisita, scrive l’Antitrust, è emerso che le due società avrebbero concertato dal 2011 una separazione «artificiosa» dei mercati di riferimento per i farmaci Avastin e Lucentis: in sostanza il primo, prodotto da Roche, sarebbe stato volutamente presentato come più pericoloso del secondo, in modo da condizionare le scelte di medici e servizi sanitari. Avastin infatti è un farmaco registrato per il trattamento delle patologie oncologiche, ma dalla metà degli anni Duemila è utilizzato in tutto il mondo anche per la cura delle maculopatie; Lucentis è un farmaco basato su una molecola «in tutto simile» a quella di Avastin (il virgolettato è sempre dell’Antitrust) ma risulta espressamente registrato per le patologie della vista, fino a quel momento curate con Avastin. «La differenza di prezzo» scrive ancora il Garante «è significativa:  Avastin ha un costo di massimo 81 euro per iniezione, Lucentis circa 900 euro».


A fronte del rischio che le applicazioni oftalmiche di Avastin ostacolassero lo sviluppo commerciale di Lucentis, Roche e Novartis avrebbero così fatto ricorso «a una complessa strategia collusiva», volta a ingenerare tra i medici e più in generale il pubblico timori sulla sicurezza del primo. Tale condotta si spiegherebbe, sempre per l’Antitrust, con i rapporti tra i due gruppi: Roche, infatti, otterrebbe royalties sulle vendite di Lucentis attraverso la sua controllata Genentech, che ha sviluppato entrambi i farmaci. Novartis, dal canto suo, detiene una rilevante partecipazione in Roche, superiore al 30%.


Contro la decisione dell’Autorità garanteNovartis ha già annunciato ricorso al Tar. «Respingiamo in maniera decisa le accuse relative a pratiche anti-concorrenziali messe in atto con Roche in Italia» recita una nota diffusa dall’agenzia Asca «i rischi derivanti dall’uso non autorizzato di farmaci sono un problema critico e questa decisione da parte dell’Autorità incoraggia l’utilizzo intravitreale non autorizzato di Avastin. Ciò è fortemente in contrasto con il contesto normativo di riferimento europeo e italiano, che ha lo scopo di proteggere la sicurezza dei pazienti e che ora rischia di essere compromesso. La decisione di Roche di richiedere o meno per Avastin l’autorizzazione all’immissione in commercio per l’indicazione oftalmica, che al momento non possiede» prosegue Novartis «è stata assunta in modo assolutamente unilaterale. I fattori che impediscono o limitano l’utilizzo oculare off-label di Avastin in Italia non hanno nulla a che fare con Novartis». Nessun commento per ora da Roche.

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