Bonus, un italiano su dieci lo spenderà per la salute

Bonus, un italiano su dieci lo spenderà per la salute

L’11% degli italiani che hanno beneficiato del bonus di 80 euro varato dal Governo lo spenderà per cure, salute e medicine. E’ quanto rivela un’indagine condotta da Nielsen a dicembre su un panel rappresentativo di intervistati. L’obiettivo della ricerca era quello di indagare sui comportamenti degli italiani (10 milioni circa) che da qualche mese si ritrovano in busta paga 80 euro in più al mese. Il risultato è che più della metà (54%) li spende mese per mese, il 26% decide di risparmiarli, mentre il restante 21% dichiara di metterli da parte nell’immediato per far fronte a eventuali spese importanti. La fetta di coloro che dichiarano di volerli spendere mese per mese cresce al centro e sud Italia, rispettivamente il 58% e il 57%, evidenziando una situazione di maggiore difficolta di questa parte del Paese.


L’atteggiamento di risparmio, seppur differenziato in base all’età, riguarda soprattutto i giovani. Il 39% dei giovanissimi (20-24 anni) decide di risparmiarli, mentre il 30% dei giovani tra 24 e 35 anni li mette da parte solo momentaneamente. Il 70% degli italiani di età compresa tra 55-65 anni che hanno percepito il bonus lo spende, probabilmente in logica di welfare familiare per i propri figli o nipoti. Molto interessante la fascia degli over 65 che si divide tra due atteggiamenti estremi: la maggior parte (62%) li spende contro una minoranza (38%) che decide di risparmiarli.


L’indagine mette in luce da una parte la volontà di risparmio delle famiglie (laddove possibile) come atteggiamento di difesa da un futuro incerto, dall’altra le reali difficoltà del presente che molte persone si trovano a fronteggiare. Infatti l’utilizzo è prevalentemente destinato a spese fisse e necessarie. Il 39% degli italiani che ha beneficiato del bonus alla domanda «come pensa di spendere questi soldi aggiuntivi?» risponde che li destinerà alla spesa di tutti i giorni, il 36% conferma di spenderli per la rata del mutuo, per l’affitto di casa o per far fronte alle spese condominiali, l’11% per spese sanitarie, il 7% per tasse scolastiche o universitarie. Solo il 10% si concederà una cena al ristorante o qualche colazione in più al bar e solo l’8% li metterà da parte per fare una vacanza lunga o anche solo un weekend.


Interessante notare i diversi utilizzi per diverse fasce di età. I supernonni (65 e oltre) con il bonus in tasca si concedono qualche lusso in più: il 42% conferma di voler impiegare gli 80€ per consumi fuori casa e il 30% per prendersi cura di sè (parrucchiere, estetista, massaggi). I giovanissimi tra 20 e 24 anni si concedono spese più voluttuarie: il 28% dichiara di volerli spendere per consumi fuori casa, 1 su 5 per nuovi abiti e il 13% per viaggiare. Ad apparire in maggiore difficoltà invece sono le persone di età compresa tra 25 e 44 anni, che sono quelle che destinano principalmente le maggiori entrate del mese per coprire la spesa di tutti i giorni e le spese fisse della casa.


Il bonus era stato pensato per dare una spinta ai consumi aiutando le famiglie con un reddito più basso. 80€ in più sono certamente una boccata d’ossigeno ma la forma di erogazione in busta paga tuttavia ha portato in minima parte all’incremento dei consumi ipotizzato dal governo, perché l’attitudine al risparmio, la rata del mutuo e le tasse da pagare hanno prevalso sul piacere e il divertimento.

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