Case sempre più intelligenti grazie a Project Connected Home Over IP

Case sempre più intelligenti grazie a Project Connected Home Over IP

Il futuro, anzi ormai il presente, passa attraverso l’Internet of Things (IoT, da noi internet delle cose o internet degli oggetti), un settore che secondo una ricerca di Accenture potrebbe valere 197 miliardi di dollari entro il 2030, con un aumento del PIl pari all’1,1%. Gli esperti sono certi che si tratta di una direzione che cambierà il nostro modo di vivere in modo radicale. E le aziende accelerano e fanno accordi per facilitare la diffusione dei prodotti smart home: i colossi Apple, Google, Amazon e Zigbee Alliance stanno sviluppando Project Connected Home over IP, uno standard comune per consentire ai sempre più numerosi prodotti e servizi per la casa intelligente di dialogare fra di loro.

L’obiettivo è quello di facilitare i consumatori a costruire il loro ambiente ideale smart-home e incentivare le aziende a sviluppare nuovi prodotti. Un sistema standardizzato infatti permette di superare le barriere che costringevano sia le aziende che i consumatori a scegliere tra i device e che di fatto ne hanno rallentato la diffusione. Perché attualmente gli assistenti vocali Siri, Alexa e Google Assistant sono compatibili solo con alcuni prodotti e ogni azienda deve decidere se “far entrare” prodotti dotati di connessione intelligente nell’ecosistema Amazon, Google o Apple.

Con Project Connected Home over IP, Alexa, Siri, Google Assistant e altri potranno essere integrati perché il progetto mira a consentire la comunicazione tra dispositivi domestici intelligenti, app mobili e servizi cloud e a definire un insieme specifico di tecnologie di rete basate su IP per la certificazione dei dispositivi

Oltre ai tre big, a siglare l’accordo ci sono produttori riuniti nella Zigbee Alliance, aziende come Ikea, Samsung SmartThings, Schneider Electric, Legrand, Signify (ex Philips Lighting) e Somfy, mentre il protocollo, che dovrebbe diventare operativo verso la fine dell’anno, sarà open source, cioè tutti potranno realizzare prodotti compatibili con i tre assistenti più diffusi.

 

 

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