Convention Federsalus: integratori, un mercato solido

Convention Federsalus: integratori, un mercato solido

La sensazione che si ricava dalla convention milanese di Federsalus, l’associazione che riunisce 160 imprese produttrici di integratori alimentari, è quella di un modello che funziona. Da un lato ci sono i numeri: il mercato italiano vale 2,6 miliardi di euro – il primo in Europa – e da una decina d’anni cresce in media del 10 per cento. Un fatturato che passa per il 90 per cento dalle farmacie, per le quali costituisce il secondo comparto per importanza dopo il farmaco etico (fonte dati New Line Ricerche di Mercato – IRI). Otto nostri connazionali su dieci fanno ricorso a integratori. Poi c’è una vitalità a livello industriale che Marco Fiorani, presidente di Federsalus, non manca di sottolineare: «Le nostre aziende dimostrano una crescente vocazione all’export e, a livello più generale, va sottolineato che il 40 per centro della nostra offerta al pubblico riguarda non prodotti di largo consumo ma che vengono incontro a esigenze di salute molto specifiche. Mi riferisco, per esempio, ad ambiti come la sindrome metabolica, i disturbi di natura neurologica e oftalmologica». Infine, sembra profilarsi vieppiù una maggiore sensibilità verso i temi della prevenzione, primaria e secondaria, come fonte, tra le altre cose, di risparmio per le casse del Servizio sanitario nazionale: stili di vita, corretta alimentazione, utilizzo di integratori non a propria discrezione ma seguendo le indicazioni di medici e farmacisti. Figure che, come attestano le periodiche survey di Gfk Eurisko, sintetizzate da Isabella Cecchini – direttore del Dipartimento ricerche sulla salute dell’istituto – rappresentano i principali interlocutori del cittadino nella scelta di tali prodotti. Fermo restando che quegli undici milioni di italiani che cercano sul web informazioni sui temi della salute non sono esenti da rischi e farebbero meglio a chiedere conferma a professionisti qualificati. Come in realtà fanno, in molti casi. Una sinergia, quella tra cittadini, farmacisti e medici, da consolidare, nel comune intento di contribuire alla sostenibilità di un Sistema sanitario alle prese con richieste crescenti di assistenza ma limitato dai vincoli di bilancio.

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