Cosmetica, mercato in farmacia +1,5% a fine anno

Cosmetica, mercato in farmacia +1,5% a fine anno

Il futuro della cosmetica in farmacia passa dal rafforzamento dei rapporti di filiera, da un più stretto rapporto tra industria e distribuzione perché entrambi investono sinergicamente sull’identità della farmacia, sul posizionamento e sulla caratterizzazione dei suoi clienti. E’ il messaggio con cui Cosmetica Italia, l’associazione che rappresenta le aziende del comparto, accompagna la consueta indagine congiunturale di metà anno del suo Centro studi. Dalla quale emergono per il canale farmacia stime positive e alcuni spunti di riflessione. Per i quali, ovviamente, c’è da fare riferimento al quadro globale: a livello nazionale, il comparto chiuderà l’annonel segno della stabilità (+0,3%, poco più di 6 miliardi il giro d’affari) e a guidare la crescita saranno soltanto le esportazioni (grazie al quale la cosmetica terminerà il 2015 a 9,6 miliardi di euro, +8% l’export).


E la farmacia? Nel 2015  il mercato del cosmetico nel canale dovrebbe crescere dell’1,5%, per un giro d’affari che a fine anno dovrebbe toccare i 1.800 milioni. Le farmacie, in sostanza, riescono a mantenere inalterata la fiducia dei propri consumatori ma è anche vero – ed ecco un primo motivo di riflessione – che le performance migliori avvengono altrove: le erboristerie, per esempio, dovrebbero crescere per fine anno del 3% e ragggiungere una quota di mercato pari a 430 milioni, le vendite dirette (online e porta a porta) dovrebbero salire del 5% e toccare i 550 milioni. Consolano, ma solo fino a un certo punto, le prestazioni dei rimanenti canali: il mass market dovrebbe rimanere pressoché stabile (0,7%) ma il giro d’affari a fine anno sarà praticamente lo stesso delle farmacie (1.800 milioni); le profumerie calano dell’1% (assieme a tutti i canali professionali, -2,7%) per un giro d’affari (circa due miliardi di euro) che a forza di contrarsi è prossimo ormai a quello della farmacia.


Dai dati, Cosmetica Italia propone allora ai titolari di farmacia alcuni elementi di riflessione: «Dopo anni di trend positivi e superiori alla media del comparto» scrivono gli autori dell’Indagine «il consumo di cosmetici nel canale mostra da alcuni trimestri deboli segnali di difficoltà, legati sicuramente alla rimodulazione delle opzioni di acquisto. Sarebbe meglio dire che è in corso una razionalizzazione della domanda verso il canale. In un momento di differenziazione degli acquisti che porta al fenomeno della multicanalità e delle mutate esigenze che i consumatori rivolgono a ogni punto vendita, la fiducia che gli stessi riconoscono al canale farmacia, ai suoi livelli di affidamento, di specializzazione ed alla cura dei servizi accessori, spiegano comunque la tenuta in positivo del canale. Da tempo il cosmetico in farmacia ha acquisito un ruolo sempre più fondamentale collocandosi spesso come elemento commerciale di attenuazione delle contrazioni della domanda. Questo spiega anche il fenomeno che più di altri è stato evidenziato dagli intervistati: il nuovo impatto delle promozioni e delle offerte cui si aggiunge un sempre più stretto legame tre imprese e punti vendita».

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