Credito, una nuova ciambella per chi annaspa

Una società di servizi che offra supporto consulenziale e creditizio alle farmacie. E' l'ipotesi alla quale sta lavorando un pool di soggetti tra i quali spiccano Credifarma, Adf e Federfarma Servizi. Obiettivo, sostenere le farmacie indebitate

Credito, una nuova ciambella per chi annaspa

Per le farmacie che navigano in acque difficili dal punto di vista finanziario potrebbe presto arrivare una nuova ciambella di salvataggio. Questa almeno è l’operazione alla quale sta lavorando da qualche settimana un pool di “attori” che tra gli altri comprende Credifarma, Adf, Federfarma Servizi e alcuni istituti di credito. Il percorso è appena agli inizi e le incertezze da sciogliere sono ancora diverse, ma l’idea di fondo è quella di creare una serie di strumenti di sostegno con cui venire in aiuto dei titolari con l’indicatore della benzina in riserva. Una bella platea, se si tiene presente che secondo molti osservatori a fine anno il 20% circa delle farmacie avrà difficoltà a pagare i propri debiti e un 5% circa non ce la farà proprio.

Non a caso, il “la” al progetto arriva da Credifarma, la società finanziaria di Federfarma, ma ha trovato velocemente una buona sponda tra i grossisti: un eventuale allargamento della platea delle farmacie insolventi, infatti, innescherebbe un effetto domino sui distributori, che a causa delle dilazioni soffrono in diversi casi di esposizioni non indifferenti. Per lo stesso motivo, da diversi mesi le aziende del comparto intermedio hanno avviato politiche preventive dirette a stabilizzare gli impegni con le farmacie: riduzione progressiva dei tempi di pagamento (che ormai superano i 90 giorni solo in specifici casi), supporto alle farmacie indebitate mediante condivisione di piani di rientro e, infine, abbandono di quelle che non offrono più alcuna garanzia di solvibilità.

Come si diceva, il progetto è ancora in cantiere ma qualche certezza c’è già: l’orientamento è quello di dare vita a una società di servizi, partecipata dai soggetti coinvolti e capace di offrire alle farmacie due attività di supporto, consulenziale e creditizio. Con l’obiettivo di prendere per mano i titolari e accompagnarli nel risanamento della loro impresa. Non tutti però: le farmacie che hanno superato il punto di non ritorno, per esempio, si sono già messe fuori gioco da sé; ma potrebbero essere lasciati da parte anche quei titolari che continuano a succhiare dalla loro farmacia più di quel che dà, per sostenere un tenore di vita stonato rispetto ai tempi. Insomma, nessuno si aspetti sussidi da “Cassa del Mezzogiorno”.

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