“Curare la salute” al Congresso Simg: pochi seguonola Piramide alimentare

“Curare la salute” al Congresso Simg: pochi seguonola Piramide alimentare

Italiani a tavola: pochissimi riescono a seguire le regole d’oro della Piramide Alimentare. L’80 per cento non assume correttamente frutta, il 70 per cento non consuma adeguatamente verdura e il 61 per cento non mangia pesce. Sono questi i principali risultati emersi dal test della Piramide Alimentare di curarelasalute.com, campagna che nasce con l’obiettivo di informare e sensibilizzare la popolazione sull’importanza di prendersi attivamente cura di sé, partendo dall’alimentazione e da uno stile di vita virtuoso. Curare la salute è un’iniziativa patrocinata da Simg, da Adi, dal centro Studi sull’obesità dell’università degli studi di Milano, Fofi e da Federfarma. I cittadini sono stati invitati a visitare lo spazio on line www.curarelasalute.com per effettuare il test della Piramide Alimentare, e poi tornare dal medico di medicina generale o dal farmacista di fiducia, per discutere insieme delle proprie abitudini alimentari e delle eventuali carenze nutrizionali da colmare.

Medici e farmacisti si sono dunque confrontati sui risultati del test a Firenze, durante la sessione “Collaborazione tra farmacia territoriale e medicina generale: i progetti Simg” al 33° Congresso nazionale della Società italiana di medicina generale. Il test, partito a ottobre 2015 su una base di 25.000 persone coinvolte, ha confermato la tendenza degli italiani a non assumere i corretti quantitativi di frutta, verdura, uova, latte e pesce. Solo 2 italiani su 10 consumano il giusto quantitativo di frutta e solo 3 su 10 quello corretto di verdura, nonostante pensino di mangiare adeguatamente questi alimenti, di cui le porzioni raccomandate giornaliere sono tra le 4 e le 5.

I dati evidenziano anche che solo 2 italiani su 10 assumono correttamente latticini, mentre 3 su 10 non mangiano il giusto quantitativo di uova.

Anche il pesce è un grande assente dalle tavole degli italiani: a consumarne il corretto quantitativo settimanale è solo 1 italiano su 3, come anche per la frutta a guscio, di cui solo 1 su 2 mangia i quantitativi raccomandati.

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