Da farmacia a presidio sanitario, il progetto Experta

Da farmacia a presidio sanitario, il progetto Experta

Si parla spessissimo di farmacia dei servizi, ma nel momento in cui la teoria deve lasciare spazio alla pratica, come si fa mettere in piedi un vero e proprio presidio sanitario a partire dalla classica struttura che hanno la maggior parte delle farmacie italiane? Questa è la domanda alla quale UniNetFarma (Farmacie Comunali di Torino, Unifarma e Farmauniti) ha dato una risposta attraverso la realizzazione del progetto Experta. Experta è «un network rivolto alle farmacie che a fronte del Ddl concorrenza vorranno competere sul mercato ma senza affiliarsi, senza fare un contratto di franchising e dunque perdere la propria imprenditorialità – spiega a PharmaRetail Marco Cossolo, ad Unifarma e presidente di Federfarma Torino – a oggi sono state aperte 5 farmacie pilota e il 28 settembre verrà inaugurata la sesta a Torino Porta Nuova».

Il piano industriale prevede l’apertura di altre 40 realtà di farmacie indipendenti nel 2017, poi 100 nel 2018 e altre 100 nel 2019. Il reclutamento è previsto nei prossimi mesi, novembre e dicembre. Il progetto è stato pensato per il territorio piemontese, ma ciò non significa che non possa essere esportabile in altre Regioni: «Non siamo interessati a usare il nostro distributore fuori dal territorio ma siamo disponibili a esportare il modello nell’interesse delle farmacie, magari chiudendo degli accordi, là dove ci sono, con le cooperative di farmacisti del territorio», afferma Cossolo. «Molti colleghi ci stanno chiedendo di poter mettere a disposizione il nostro format anche al di fuori del Piemonte».

Nelle “farmacie-presidio” Experta il paziente e i bisogni del paziente assumono un ruolo centrale: «Gli scaffali sono organizzati per Esigenze e per ognuna di queste il farmacista deve essere in grado di fornire anche un servizio e di consigliare in maniere appropriata il paziente», spiega Erika Mallarini, docente di Public Management all’Università Bocconi di Milano, «per esempio, laddove è presente un’area dedicata al Cuore, il farmacista non solo deve conoscere bene patologie e condizioni che coinvolgono l’area cardiaca e relative terapie, ma avere anche gli strumenti che consentano di monitorare e rilevare le condizioni di salute del paziente per quell’area. In questo caso, dal test del colesterolo all’elettrocardiogramma».

Per massimizzare l’efficienza di questo metodo, la farmacia-Experta viene “costruita” tenendo conto delle competenze dei professionisti che lavorano all’interno del presidio: «Non troverò le stesse Esigenze in tutte le farmacie, ci sarà chi è specializzato sul cuore, chi sul respiro, chi sul diabete e così via», spiega Mallarini. Una volta tenuto conto delle competenze del farmacista, le Esigenze sono state organizzate in due modi: prima è stata fatta un’analisi del territorio di riferimento, sia di geomarketing che di tipo epidemiologico, questo consente di individuare l’incidenza di determinate patologie piuttosto che lo stadio della vita della maggior parte della popolazione in una zona specifica. «Quindi si effettua un’analisi di quello che serve al paziente in quell’area», spiega Mallarini, «si effettua un’analisi della concorrenza per valutare se quel bisogno effettivamente è coperto da altre farmacie e un’analisi della specializzazione della farmacia in base alla popolazione». Tutte queste analisi, curate da Focus Management su dati New Line Ricerche di Mercato permettono di massimizzare l’efficacia della farmacia-presidio: «Può anche succedere che in una zona sia necessario uno scaffale Diabete ma che il farmacista non sia preparato sulla patologia, per questo motivo bisogna coniugare tutte le esigenze e competenze», afferma Mallarini. «In generale si può dire che non si parla più di dispensazione di prodotti ma di soluzioni, combinazioni di prodotti e servizio, ogni scaffale per poterci essere significa che deve offrire una gamma di servizi».

Un’altra parola chiave che caratterizza una farmacia Experta è “indipendenza”: «È l’unica rete soggetto in Italia, una società a tutti gli effetti con la sua partita Iva dove i farmacisti sono proprietari del loro brand insegna», spiega Mallarini. «Tutte le farmacie che fanno parte della rete sono proprietarie di Experta perché Experta non è un sistema di affiliazione, si sottoscrive un contratto di rete-soggetto, si diventa proprietari di qualcosa. I titolari sono indipendenti perché l’assortimento è assolutamente libero, il farmacista che crede in un prodotto mantiene quel prodotto, la centralizzazione non è assortimentale ma c’è una definizione di standard comuni per erogare il servizio e per comunicare con il cittadino».

Se da un lato tutte le farmacie che entrano a far parte della rete sono estremamente personalizzate in base al territorio, al bacino d’utenza e alle competenze del farmacista, dall’altra «C’è molta attenzione al branding perché si capisca che è una rete – spiega Mallarini – Inoltre, ci sono due soluzioni che sono comuni a tutti i presidi: l’app per l’aderenza terapeutica e il programma per fornire servizio infermieristico domiciliare. Tutte le farmacie Experta, infatti, sono collegate a una piattaforma attraverso la quale il farmacista può mandare a casa del paziente la badante o l’infermiera e così via, con a disposizione una fitta rete di operatori professionali garantiti da Ipasvi».

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