Digitalizzare, questione di cultura

Digitalizzare, questione di cultura

«In Italia oggi la partita della digitalizzazione si gioca soprattutto da un punto di vista culturale e manageriale» hanno dichiarato Carlo Sangalli, Presidente di Confcommercio e Diego Piacentini, Commissario Straordinario per l’attuazione dell’Agenda Digitale in occasione dei festeggiamenti dei primi 30 anni di Assintel, l’associazione nazionale delle imprese ICT e Digitali.


Digitalizzazione ancora da completare

L’incontro in occasione della ricorrenza è stato l’occasione per fare un bilancio della categoria e della diffusione della trasformazione digitale nelle imprese e nella Pubblica Amministrazione.

Per le migliaia di micro, piccole e medie imprese del Terziario, che costituiscono l’ossatura del nostro sistema economico, la diffusione tecnologica è ancora a macchia di leopardo: «La digitalizzazione è il futuro e deve essere incentivata in modo gentile» ha sottolineato Sangalli «puntando sulla semplicità di utilizzo, che deve andare incontro alle esigenze delle imprese».

Il mercato ICT In Italia ha raggiunto i 30 miliardi di euro per il 2017, confermando la ripresa economica anche per il 2018. Nel corso di quest’anno la Pubblica amministrazione locale, insieme a Sanità e Istruzione spenderanno 4,3 miliardi di euro, il 14% del totale del mercato ICT.

Il Nord Ovest nel 2018 si confermerà come primo spender tecnologico in Italia, con 10 miliardi di euro che rappresentano il 35% della spesa ICT italiana, seguito a breve distanza dal Centro Italia, che con oltre 8 miliardi di euro rappresenta il 27% del totale, trainato dai centri di acquisto della Pubblica Amministrazione Centrale e delle sedi di numerose grandi società.

Il principale ostacolo per la metà delle imprese del Centro è la mancanza di una cultura del cambiamento continuo, seguito a breve distanza dalla mancanza di risorse e di finanziamenti. Mentre le imprese del Sud e delle Isole esprimono notevole ottimismo sull’espansione dei propri investimenti tecnologici: quasi un terzo prevede una crescita di oltre il 5% nel 2018. ma il 60% di esse trova un freno sia nella scarsità di risorse economiche e finanziamenti, sia nella scarsa propensione al rischio di manager e imprenditori.


L’impresa Farmacia

Tra le piccole e medie imprese sono considerate anche le farmacie, che hanno quindi potuto beneficiare dei voucher 2018 del ministero dello Sviluppo economico per finanziare la digitalizzazione delle aziende. I voucher servono a finanziare l’acquisto di software, hardware o servizi che migliorino l’efficienza aziendale, modernizzino l’organizzazione del lavoro, sviluppino soluzioni di e-commerce, fruiscano della connettività a banda larga e ultralarga o del collegamento alla rete internet mediante la tecnologia satellitare e infine realizzino interventi di formazione qualificata del personale nel campo Ict.

Per chi non l’avesse già fatto, ecco una buona occasione per innovare.

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