Dilazioni, danno al dinamismo dell’impresa

Secondo uno studio pubblicato dal settimanale web di economia lavoce.info, attese eccessive nella riscossione dei credito commerciale scoraggiano innovazione e propensione all'investimento

Dilazioni, danno al dinamismo dell’impresa

I ritardi che i titolari patiscono nei rimborsi delle Asl non aiutano lo sviluppo dei servizi e l’innovazione. E’ la conclusione cui si giunge a traslare nel campo della farmacia l’analisi che a proposito di pagamenti arriva dall’ultimo numero di lavoce.info, settimanale web di economia e mercato. In un articolo dedicato alle ricadute del d.lgs 192/2012, tre ricercatori del Politecnico di Torino dimostrano con alcuni dati empirici che tempi di pagamento più lunghi scoraggiano le aziende dall’investire nell’innovazione: più si dilazionano i ritorni che possono derivare da progetti di investimento, scrivono, e più «diminuisce la propensione delle imprese a iniziarli». Secondo gli autori, in particolare, questo è vero soprattutto per le realtà con maggiori potenzialità di crescita: «l’obbligo o la consuetudine di fornire una grande quantità di credito commerciale» si legge nell’articolo «può ostacolare la possibilità di finanziare quantità crescenti di capitale circolante, rendendo insostenibile l’impresa stessa, in particolare nel caso di start-up». Da questa osservazione, i tre ricercatori hanno anche tratto un modello analitico che lega attese di pagamento e sostenibilità finanziaria dell’impresa: «per valori realistici di tassi d’interesse pari al 10%, indice di tassazione al 40%, tassi interni di redditività 100% e margini di contribuzione al 15%» osservano «un’impresa che preveda di raggiungere una condizione di stabilità del fatturato in diciotto mesi non potrà considerare tale crescita sostenibile se i tempi di pagamento diventano superiori ai quattro-cinque mesi».
L’analisi dei tre economisti fa ovviamente riferimento a realtà imprenditoriali ben diverse dalla farmacia, ma le conclusioni cui giunge possono essere motivo di riflessione anche per i titolari: tempi di pagamento troppo lunghi immobilizzano o vanificano capitali che altrimenti potrebbero essere investiti nell’azienda per lo sviluppo di nuovi servizi o per l’innovazione. E spingono silenziosamente il titolare all’immobilismo perché rinviano nel tempo la realizzazione di quegli utili che rappresentano la molla stessa dell’attività d’impresa.
Forse già basta per vedere in una luce del tutto nuova il problema dei ritardi nei pagamenti da parte delle Asl.

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