E-commerce: 12,8 milioni di italiani acquirenti abituali

E-commerce: 12,8 milioni di italiani acquirenti abituali

Cresce il numero degli italiani che scelgono di effettuare i propri acquisti on line, confermando l’interesse in aumento da parte dei consumatori per il settore. Sono 18,8 milioni gli e-shopper in Italia che hanno comprato sulla rete negli ultimi tre mesi e 12,8 milioni hanno acquistato on line almeno una volta al mese. Proprio questi ultimi sono acquirenti abituali, in grado di generare il 90 per cento del valore degli acquisti on line degli italiani. Particolarità del consumatore italiano è il suo approccio sempre più multicanale, con un’incidenza degli ordini effettuati da dispositivo mobile sul totale degli acquisti on line. È la fotografia scattata dalla ricerca di Netcomm e PayPal “Net Retail: il ruolo del digitale negli acquisti degli italiani”, realizzata da Human Highway e presentata nel corso della XI edizione del Netcomm eCommerce Forum, il maggiore evento italiano dedicato alla filiera del commercio elettronico. «I grandi numeri -commenta Roberto Liscia, presidente di Netcomm – raccontano che gli italiani che acquistano on line sono 18,8 milioni. Rapportata alla popolazione internet in grado di fare acquisti, ovvero 30,8 milioni di individui, la cifra indica che l’e-commerce vanta una penetrazione del 61 per cento, in crescita rispetto agli scorsi anni se consideriamo che fino a due anni fa eravamo ancora sotto il 50 per cento. Non c’è niente in Italia – ricorda Liscia – che cresca come il commercio elettronico a +17 per cento, così da superare, nelle stime che presentiamo oggi, quota 19 miliardi di euro. In Italia esiste, però, un paradosso perché nel Paese esistono tutte le condizioni potenziali perché quei 19 miliardi raddoppino diventando 40 miliardi». Ma chi sono gli e-shopper italiani? Il 60,9 per cento della popolazione on line ha fatto almeno un acquisto in rete negli ultimi tre mesi. Di questi, il 55 per cento dei consumatori ha meno di 44 anni, e la presenza di acquirenti on line aumenta in funzione della dimensione del comune di residenza: nei grandi centri aumenta la concentrazione di acquirenti on line, in particolare degli acquirenti abituali. La composizione per sesso dell’utenza Internet vede una leggera prevalenza maschile (53 per cento) e questa si rafforza tra gli acquirenti abituali (56 per cento). Per quanto riguarda invece i settori, la crescita dell’e-commerce è trainata, nel turismo, soprattutto dall’acquisto di biglietti per i trasporti e dalla prenotazione di alloggi. Nell’informatica ed elettronica, l’apporto arriva principalmente dagli acquisti di smartphone e tv, a seguire si trovano gli elettrodomestici bianchi e gli accessori (questi ultimi acquistati principalmente dai ‘big’ del settore). Nell’abbigliamento continuano a essere determinanti gli acquisti high fashion, con un contributo crescente di abbigliamento sportivo e mass market. Nell’editoria, la crescita è trainata dai libri, in particolare si prevede anche nel 2016 una crescita proveniente dai testi scolastici. Nell’ambito dei servizi, il turismo, con 8.525 milioni di euro, contribuisce per il 44 per cento del mercato e-commerce B2c italiano, le assicurazioni, con 1.294 milioni di euro, il 7 per cento e gli altri servizi (ticketing per eventi, ricariche telefoniche, ecc.), con 836 milioni di euro, il 5,5 per cento. Tra i comparti di prodotto spiccano invece l’informatica ed elettronica, che, con 2.789 milioni, vale il 14 per cento del mercato e l’abbigliamento che, con 1.835 milioni di euro, pesa per il 9 per cento. Troviamo poi l’editoria (4 per cento del mercato, pari a 691 milioni di euro). Crescono il Food&Grocery (3 per cento del mercato, pari a 531 milioni di euro), l’arredamento & home living (3 per cento del mercato, pari a 566 milioni di euro) e anche la categoria degli altri prodotti (16 per cento pari a 2,214 milioni) che comprende beauty, giocattoli, fai da te e i prodotti del ‘bazar’ di market place stranieri. Una tendenza inversa, invece, continua ad avercela l’e-commerce dei farmaci. A 10 mesi dall’entrata in vigore del regolamento che disciplina la vendita on line di farmaci Sop e Otc, le farmacie, parafarmacie e corner farmaceutici della Gdo che si sono lasciate tentare dalla possibilità di estendere la loro attività sul web e hanno richiesto la relativa autorizzazione, sono ancora poche. Ad oggi infatti – secondo i dati forniti recentemente dal ministero della Salute – solo 166 farmacie e 24 parafarmacie (per un totale di 190 esercizi) hanno ottenuto l’autorizzazione per la vendita on line dei medicinali, per una quota pari allo 0,9 per cento sul totale nazionale delle farmacie.

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