E-couponing in crescita, anche in Italia

E’ boom per i cosiddetti coupon digitali, i “buoni” distribuiti sul web per promuovere gli acquisti digitali. Secondo un’analisi condotta da Juniper Research in otto regioni-chiave (tra le quali Europa, Nord America e Asia), sono più di 16 miliardi i coupon digitali già utilizzati quest’anno e le previsioni dicono che nel 2017 arriveranno a 31 miliardi. Ovviamente si tratta di un fenomeno che mostra i suoi picchi nei paesi dove l’e-commerce è più sviluppato (Usa, Estremo oriente), ma l’Italia non rimane ferma al palo. I dati forniti dalla eCoupon Consumer Survey realizzata da Kivari, infatti, dicono che il 61% dei consumatori italiani conosce gli e-coupon e oltre 5 milioni li hanno utilizzati almeno una volta negli ultimi 12 mesi. Il risultato è che sono sempre più numerose le aziende che scelgono il couponing per promuovere i propri prodotti, con un incremento degli investimenti dell’11% nel 2013. Anche perché la ricerca condotta da Kivari rivela che il 48% degli italiani è sensibile al prezzo e alle formule promozionali.


Ma la crescita dell’e-couponing è confermata anche da altre fonti: secondo un’analisi condotta da Signorsconto.it (il portale di e-couponing e codici sconto per più di 500 negozi on line), tra gennaio e settembre il sito ha registrato l’utilizzo di oltre 20.000 codici, con una media di 2.200 coupon al mese e picchi sopra i 2.500 a gennaio e luglio. Come riporta un articolo pubblicato da Gdonews, il successo degli e-coupon avvantaggia anche le aziende, che possono così promuovere il proprio business e alimentare il passaparola degli utenti.


A tale proposito, non va ignorato il fatto che a soffiare sul coupining digitale sia stata soprattutto la diffusione dei dispositivi mobili: il boom di tablet e smartphone, infatti, ha determinato una crescita esponenziale dello shopping online e quindi degli e-coupon. Per l’Italia basterebbe citare i dati forniti dall’Osservatorio e-commerce del Politecnico di Milano, secondo i quali il “mobile commerce” è cresciuto nel 2013 del 255% (dai 144 milioni di euro del 2012 ai 510 milioni dell’anno passato). La multicanalità, in sostanza, è ormai diventata parte integrante delle dinamiche retail e cresce la percentuale di consumatori che “salta” tra online e offline per informarsi o acquistare. E’  il cosiddetto effetto Ropo (Research online-purchase offline), sigla con cui si fa riferimento all’abitudine di cercare informazioni online per scegliere il prodotto e poi effettuare l’acquisto finale in un negozio fisico. Secondo Forrester Research, in Italia questo comportamento sarebbe praticato dal 37% dei potenziali acquirenti e l’elevato numero di ricerche effettuate sul web per cercare informazione sulla salute rende anche le farmacie esposte al fenomeno.

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