Fatture e pagamenti? Tutto in E-doc

Fatture e pagamenti? Tutto in E-doc

Addio alla prima nota e a giri inutili di documenti cartacei tra farmacia, studio del commercialista e banca. Il titolare non deve perdere tempo in queste faccende ma concentrare i propri sforzi sull’aumento della marginalità della propria azienda e sulla riduzione degli sprechi. In un affollatissimo convegno bolognese, lo Studio Guandalini ha presentato E-doc, una nuova piattaforma per la contabilità, compatibile con tutti i gestionali, che garantirà aggiornamenti in tempo reale su fatture e pagamenti. «Il nostro è un forte messaggio di collaborazione a tutti i soggetti per i quali la farmacia è al centro», ha spiegato Giuliano Guandalini. «I documenti contabili vengono canalizzati in un ambiente smart e non devono più essere registrati in farmacia: tutte le informazioni, già elaborate, arrivano in automatico allo studio professionale e alla banca».

«Un farmacista libero da incombenze amministrative, può organizzare meglio la propria azienda, sviluppare vendite e nuovi servizi», ha proseguito Alessandro Conti, dello studio Conti di Ferrara, partner nella realizzazione del progetto.

E-doc è stato sviluppato da Cedac, società di sviluppo software per il settore bancario: «Avevamo in mente una contabilità precisa in tempo reale ma per realizzare questa piattaforma è stata fondamentale la stretta collaborazione con produttori, distributori, fornitori di gestionali, banche e consulenti», ha spiegato Giovanni Trombetta, dello Studio Guandalini. «Il farmacista non ha tempo di governare le tante informazioni che riceve, ci deve essere chi lo fa per lui». Un esempio? Se c’è discrepanza tra quello che è indicato in fattura e la merce arrivata, E-doc lo mette subito in evidenza. E il rapporto con le banche? C’è un unico servizio di remote banking con cui accedere a tutti gli istituti di credito con cui la farmacia ha rapporti. La visibilità della posizione bancaria è sempre disponibile in tempo reale.

Entro un mese potrebbe essere approvato il Ddl concorrenza, entreranno nella proprietà delle farmacie grandi gruppi con capitali e know how importanti. Organizzazione ed efficienza diventeranno sempre più prioritari per i titolari di farmacia. La categoria sta studiando, con l’aiuto delle cooperative, come rendere più competitivo il sistema: «Le concentrazioni sono prove di efficienza», ha sottolineato il presidente di Federfarma Servizi Antonello Mirone, «le aziende di proprietà dei farmacisti si stanno mettendo in discussione per prime per difendere le farmacie libere e indipendenti. Serve però chiarezza e trasparenza e deleghe forti a una centrale, per poter restare sul mercato. Le società di farmacisti devono creare un modello di catena in grado di attrarre capitali e di poter competere». È infatti indubbio che si stia andando incontro a un ridisegno del mercato: come ha spiegato Marcello Tarabusi dello Studio Guandalini, è già accaduto nel food, dove dopo la liberalizzazione, tra il 1996 e il 2013, la Gdo è passata da una quota di mercato del 36 per cento al 60 per cento e i singoli dettaglianti dal 53 al 28 per cento. «Se non si affronteranno i nuovi concorrenti uniti, si potrà essere solo fagocitati», ha proseguito Tarabusi. «Le catenelle di 5-6 farmacie saranno le prime a essere aggredite da chi le vuole rilevare. Serviranno dunque ai farmacisti certamente i capitali ma anche e soprattutto strumenti, collaborazioni, sperimentazioni e molta innovazione». Il progetto di telemetria al servizio della farmacia realizzato dallo Studio Guandalini, che coinvolgerà anche altri colleghi commercialisti su tutto il territorio nazionale, è sicuramente un’importante innovazione.

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