Gli Stati generali della farmacia a Roma

Gli Stati generali della farmacia a Roma

Una giornata densissima di discussioni quella degli Stati generali della farmacia, organizzati, a Roma, da Federfarma. Un dibattito interno alla categoria e un confronto con le forze politiche, locali e nazionali, alla vigilia delle elezioni del 4 marzo.


Servizi e altro

Con l’emendamento passato nell’ultima Legge di bilancio, che assegna 36 milioni di euro in tre anni alla sperimentazione sul territorio, la farmacia dei servizi – la cui normativa iniziale risale, non dimentichiamolo, al 2009 – pare avere definitivamente svoltato. Anche questo tema è stato al centro degli Stati generali, vedendo convergere su di esso una certa unanimità di giudizio da parte delle rappresentanze di categoria e della stessa classe politica. Ora che ci sono anche dei fondi pubblici a sostegno di un progetto che è strettamente connaturato alle nuove prerogative della farmacia italiana, cosa manca? Sull’argomento molto interessante la relazione di Roberto Tobia, tesoriere di Federfarma. Dopo quindici anni di normative volte a scardinare un sistema capillare ed efficiente – a partire dalla Legge 405/2001 che ha introdotto la distribuzione diretta – è ora il momento, sostiene Tobia, di valorizzare la professione nel contesto di una realtà radicalmente cambiata. «Due i punti fermi: la farmacia dei servizi e la presa in carico del paziente». Le cose sono strettamente legate. Il Piano nazionale della cronicità, le riforme regionali che stanno mettendo la questione al centro dell’assistenza sanitaria implicano la presenza di una farmacia in grado di offrire un contributo di rilievo agli operatori territoriali (come in Lombardia, dove alcune Federfarma già operano a fianco dei “gestori”). E i servizi in farmacia sono lo strumento per farlo. «I servizi cognitivi sono prioritari», sottolinea Tobia, «in questo senso, se garantiscono ai cittadini un’assistenza adeguata. Il nocciolo della questione è proprio questo: per ottenere una remunerazione dei nuovi servizi occorre che essi siano qualificati, di qualità certificata. Uno standard di qualità uniforme per tutte le farmacie di Federfarma, ecco l’obiettivo da raggiungere».

Collaterale al discorso dei servizi ma ugualmente fondamentale, per Tobia, la galenica, che ha visto recentemente varare la nuova tariffa: «La galenica è il cuore della farmacia e la nuova tariffa deve rappresentare lo sprone a sviluppare questo tipo di servizi. In prospettiva si potrà anche discutere, perché no, di convenzione con il Servizio sanitario nazionale, magari per quanto concerne i farmaci orfani».

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