Gluten free, la fotografia del consumo “salutistico”

Gluten free, la fotografia del consumo “salutistico”

I prodotti gluten free non rappresentano più un mercato rivolto ai soli celiaci (un italiano su 100 è affetto da intolleranza da glutine, anche se solo il 20% è diagnosticato), ma attirano ormai una clientela tanto vasta da orientare proposte e scelte commerciali delle aziende di alimentari. Lo conferma il volume d’affari raggiunto dal gluten free: 237 milioni di euro e un trend di crescita annuale a doppia cifra, valori che non consentono più di parlare del segmento come una semplice “nicchia” di mercato.
In questo scenario le farmacie rimangono il canale di maggiore attrazione, con un volume d’affari di 176 milioni di euro, seguite a grande distanza dalla Gdo, 61 milioni di euro ma prezzi mediamente inferiori del 40% rispetto alle farmacie. Che cominciano a sentire la pressione della concorrenza: i negozi specializzati crescono per numero del 10% all’anno, e se è vero che il consumatore cerca ancora consiglio e assistenza nella scelta del prodotto – e quindi privilegia i canali tradizionali – è altrettanto vero che diversi supermercati hanno già lanciato proprie private label dedicate al senza glutine.


I dati arrivano da “Gluten Free Expo”, il Salone internazionale dell’alimentazione senza glutine in programma a Rimini Fiera fino a domenica scorsa, e accompagnano un’indagine sui senza glutine nel target “benessere” condotta dalla società di ricerche Apertamente per gli organizzatori della manifestazione. Basato su interviste telefoniche a un campione di 500 individui il sondaggio fotografa abitudini alimentari e propensione al gluten free di quella parte di consumatori più sensibile agli stili di vita salutari. Si tratta, nell’insieme, di un gruppo nel quale gli intolleranti veri e propri rappresentano il 28% del totale e tra questi gli intolleranti al glutine sono il 77% (il gruppo di gran lunga più numeroso, seguito dagli intolleranti al latte e latticini con il 34%).


La propensione al benessere del target emerge evidente dagli atteggiamenti alimentari: il 65% mangia frutta e verdura regolarmente, il 56% varia spesso la dieta, il 54% beve quotidianamente molti liquidi e il 18% consuma prodotti senza glutine. Tra gli alimenti che il campione dice di preferire, poi, troviamo nell’ordine i prodotti da agricoltura biologica (45%), gli alimenti senza zucchero (39%), i gluten free (36%) e gli alimenti senza grassi idrogenati (34%).


A parte le scelte di campo, il consumatore attento a un’alimentazione sana mostra in media un buon gradimento per i prodotti senza glutine o bio: il 70% del campione, infatti, giudica la qualità di questi alimenti migliore o molto migliore degli altri, il 37% invece ne preferisce il gusto rispetto agli alimenti tradizionali. Resta peraltro la consapevolezza che questi prodotti sono disponibili a prezzi più alti o molto più alti degli altri, come dichiara apertamente il 57% degli intervistati.


Interessanti anche le considerazioni del campione sui punti di forza dei prodotti gluten free. Per il 49% non gonfiano e permettono di stare leggeri, per il 36% si trovano facilmente in giro, per il 33% hanno una buona varietà. Il 41%, inoltre, sostiene di trovarli facilmente sugli scaffali dei supermercati, il 23% ha l’idea che questi prodotti si occupino della loro salute e benessere, il 15% sostiene che quelli reperibili in farmacia sono migliori di quelli in vendita al supermercato.


Tra gli elementi negativi dei senza glutine, invece, spiccano innazitutto il prezzo (64%), l’insufficiente “sfiziosità” (25%) e il sapore poco avvincente (24%). Per quanto concerne i consumi, invece, vanno per la maggiore i prodotti secchi (38%), seguiti a distanza dai freschi del banco frigo (14%) e surgelati (13%).

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