Integratori alimentari, la prima review scientifica

Integratori alimentari, la prima review scientifica

Integratori Italia ha presentato la prima edizione della Review sull’integrazione alimentare, curata da un panel di professionisti esperti sul tema della nutrizione e della salute, che in un anno di lavoro ha raccolto le più recenti e significative evidenze scientifiche riguardanti l’integrazione alimentare nelle varie fasi della vita. Tra i temi trattati, oltre alle questioni di qualità e sicurezza, il ruolo degli integratori a base di vitamine, minerali, probiotici ed estratti vegetali, gli integratori in ambito cardiovascolare e per contrastare il declino cognitivo, fino a quelli utili per la salute e il benessere della donna anche in momenti particolarmente importanti e delicati, come la gravidanza e la menopausa. «Quest’opera non esaurisce un tema così ampio, ma costituisce un passo avanti per fare il punto e contribuire alla conoscenza scientifica sul ruolo degli integratori alimentari nei moderni stili di vita», afferma Alessandro Colombo, presidente di Integratori Italia, che aggiunge: «Ci auguriamo che rappresenti un utile complemento a supporto dell’attività di counselling dei professionisti della salute e un ulteriore stimolo alle accresciute esigenze di informazioni da parte di media e consumatori». Sempre maggiore è infatti l’interesse per questi prodotti degli italiani, che oltre a farne un uso importante (secondo una ricerca Gfk Eurisko 7 italiani su 10 hanno usato un integratore nell’ultimo anno) cercano consigli e notizie sul loro impiego e su benefici, rischi, e controindicazioni. Sull’aspetto della sicurezza, particolarmente tutelato nel nostro Paese, si esprime Giancarlo Cravotto, direttore del Dipartimento di Scienza e tecnologia del farmaco dell’università degli studi di Torino: «Il sistema di sicurezza italiano per alimenti e integratori è un riferimento per molti Paesi, con il modello one health, dove la visione include tutta la catena alimentare dal ciclo di vita di vegetali e animali fino all’uomo. Inoltre l’Italia è tra le nazioni tecnologicamente più avanzate per lo sviluppo di protocolli di green extraction: selettivi, efficienti e a basso impatto ambientale».

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