Internet e social per i consigli sulle vaccinazioni

Internet e social per i consigli sulle vaccinazioni

Roma, 26 marzo 2018 – Il 44% dei genitori si informa sui vaccini grazie a Internet e ai social, soprattutto su Twitter e Facebook. La ricerca condotta dall’Health Web Observatory con il contributo incondizionato di Sanofi Pasteur rivela i comportamenti delle persone in rete nei tre mesi immediatamente successivi all’entrata in vigore del Decreto (1 agosto – 10 ottobre 2017).

L’obbligo vaccinale ha generato un dibattito in Italia che si è fortemente riversato anche in rete. È qui che il 44% dei genitori di bambini in età da vaccino ammette di aver cercato informazioni al momento della decisione. Ma cosa accade quando persone interessate ad un tema così delicato usano Internet ed i social media per interagire, condividere contenuti ed esperienze, scambiarsi opinioni? E come influiscono Internet e i social sui processi decisionali?


La ricerca dell’Health Web Observatory

La ricerca, effettuata attraverso parole chiave centrate sul tema, evidenzia la presenza di 39.500 menzioni in soli tre mesi, per una media di 556 al giorno, quasi il doppio della media giornaliera relativa ad altre patologie. E il ruolo dei social media appare centrale: qui si concentrano il 60% delle menzioni, distribuite soprattutto su Twitter (31%) e Facebook (20%), a fronte del 40% relative a siti web. In questo 40% spicca una netta prevalenza dei siti di informazione di tipo generalista (85% delle menzioni), mentre ad altre fonti come i siti istituzionali sono riconducibili solo il 5% delle menzioni.


Gli influencer

I protagonisti delle navigazioni sono soprattutto utenti di una fascia di età intermedia, presumibilmente genitori: il 30% ha un’età compresa tra i 45 e i 54 anni e il 23% tra i 35 i 44 anni. I soggetti più attivi sono cittadini comuni a cui fanno capo il 37% dei post generati, movimento no vax (31%) e stampa generalista (25%). Ma se si considera il potenziale pubblico totale raggiunto (186.857.845 persone nel periodo di rilevazione per circa 2.700.000 utenti al giorno) è la stampa generalista, in terza posizione per percentuale di post generati, ad avere un ruolo più rilevante perché può evidentemente contare sul pubblico potenziale più consistente.


Come comunicare i vaccini sui social

Per far emergere le buone pratiche e promuovere una corretta informazione, Sanofi Pasteur va alla ricerca  delle campagne di eccellenza realizzate dagli operatori di sanità pubblica (Università, centri di ricerca, mondo dell’associazionismo, società scientifiche, ASL e distretti sanitari) con il contest #PerchéSì.

Al progetto vincitore, valutato da una giuria composta dai rappresentanti del Calendario per la Vita ed esperti di comunicazione, verrà offerto un master intensivo in comunicazione vaccinale in una struttura italiana di eccellenza. «Oggi comprendere l’importanza dei social network nella comunicazione scientifica, anche per chi fa ricerca e produce farmaci, significa trasmettere messaggi sempre più efficaci e trasparenti, in grado di contrastare il fenomeno dilagante delle fake news. Anche per questo abbiamo lanciato #PerchéSì, il progetto per promuovere la cultura della prevenzione, il suo valore per la persona e per la sanità pubblica», ha commentato Mario Merlo, General Manager di Sanofi Pasteur Italia e Malta. Al contest si affianca il primo evento dedicato alla comunicazione vaccinale in Italia. Un laboratorio di idee che vedrà la partecipazione degli studenti e futuri comunicatori medico-scientifici. Al team vincitore sarà offerto un viaggio-studio all’Institute of Interaction Design di Copenaghen.


Come partecipare

Informazioni e iscrizioni ancora aperte fino al 30 aprile sul sito www.laboratorioperchesi.it. L’evento e la premiazione del contest si terranno al TAG di Milano – Talent Garden Calabiana mercoledì 20 e giovedì 21 giugno 2018.

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