Italiani propensi all’e-commerce, forse troppo

Italiani propensi all’e-commerce, forse troppo

Più di un italiano su tre considera positivamente la possibilità di acquistare farmaci on line, anche se finora soltanto l’1% dichiara di averlo già fatto. Lo rivela la ricerca effettuata in tre Paesi – Italia, Spagna e Portogallo – nell’ambito di Fakeshare, il progetto europeo di cooperazione e intelligence per la repressione della contraffazione farmaceutica e delle farmacie on line illegali. Condotta su un campione di tremila individui, l’indagine è stata presentata in occasione della conferenza su farmaci on line e tutela dei pazienti, organizzata il 10 dicembre a Roma dall’Aifa. «I dati» ha commentato Sara Podio Guidugli, ricercatrice dell’università La Sapienza «dimostrano che sono i consumatori italiani i più propensi ad acquistare su Internet. Per contenere o invertire tale tendenza, sarà fondamentale incidere sulle motivazioni che spingono queste persone ad affidarsi al web». «Di campagne per avvertire sui rischi dell’e-commerce ne sono state fatte parecchie» ha aggiunto Domenico Di Giorgio, dirigente dell’Unità prevenzione della Contraffazione dell’Aifa «ma è evidente che una parte consistente dei consumatori non ci ascolta».
In effetti gli italiani sembrano mostrare verso “l’online” una percezione del rischio molto bassa: nonostante  il 98% delle circa 40.000 farmacie online censite da Fakeshare risultino illegali, il 30% dei connazionali ritiene che acquistare farmaci online sia molto o abbastanza sicuro.

Ma quella della sicurezza è soltanto una delle cinque “convinzioni” con cui solitamente la gente si mette ad acquistare farmaci online. Le ha ricordate Pavel Zelic, dell’agenzia del farmaco serba (Alims): i prodotti che si trovano sul web hanno la stessa qualità di quelli veduti in farmacia; hanno un costo inferiore; ad acquistarli online si fa un dispetto a big pharma e alla sua sete di guadagni; non si commette alcun reato; possono essere reperiti con grande facilità. «E’ evidente» ha commentato il funzionario serbo «che se vogliamo contrastare il fenomeno dobbiamo scardinare queste cinque certezze: va dimostrato che chi compra sul web non trova la stessa qualità, non risparmia, fa uno sgarbo soltanto a se stesso e incorre in un reato».

Tra breve però le autorità italiane dovranno anche trovare il modo di spiegare agli italiani che su internet è possibile anche comprare alcuni farmaci legalmente: gli Otc venduti dai siti online aperti dalle farmacie regolarmente autorizzate. Così prevedeva il decreto legislativo sull’e-commerce approvato a febbraio dal Governo, rimasto finora sulla carta perché ancora si attende il portale del ministero della Salute con l’elenco dei siti certificati. Secondo quanto riportato a margine del convegno, il portale sarebbe ormai quasi pronto e una volta on line l’e-commerce sugli Otc diventerebbe realtà anche in Italia.

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