La logistica sanitaria innova e cerca nuovi mercati

Secondo l'ultima edizione dell'indagine Ups sulla supply chain nel comparto healthcare, cresce tra le imprese la propensione a investire per innovare, allargare il proprio mercato e raggiungere direttamente il cliente finale

La logistica sanitaria innova e cerca nuovi mercati

Nel mondo le aziende della logistica sanitaria sono pronte a forti investimenti per innovare i propri sistemi, allargare il numero di interlocutori del comparto retail e raggiungere direttamente il cliente finale. E’ quanto riporta la sesta edizione della ricerca di Ups “Pain in the (Supply) Chain” condotta nel settore dell’healthcare. Secondo l’indagine, l’84% dei manager che lavorano nelle aziende della logistica sanitaria dichiara che investirà in nuove tecnologie nei prossimi anni, mentre il 78% entrerà in nuovi mercati e il 70% implementerà nuovi canali di distribuzione per raggiungere direttamente i fornitori, i retailer e anche i clienti finali. Inoltre, il 59% si affiderà sempre di più a partner logistici terzi. Gli investimenti in tecnologia, in particolare, sono espressione delle crescenti preoccupazioni per la tutela del prodotto e la sicurezza delle spedizioni ad alto valore, a loro volta alimentate anche dal crescente fenomeno delle contraffazioni. «Le società del settore healthcare» dichiara Bill Hook, vice presidente, global strategy, Ups Healthcare Logistics «stanno cercando di rispondere in maniera equilibrata a una serie di priorità che vanno dal catturare opportunità di crescita del business in nuovi mercati, al proteggere prodotti sempre più sofisticati e di alto valore e al navigare in un complesso contesto normativo a livello globale» .

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