Non è la vicinanza la carta vincente

Una ricerca condotta da Farmondo su un campione di 1.230 clienti riconferma che la vicinanza è il primo criterio con cui si sceglie la farmacia. Urge allora valorizzare il farmacista e la sua professionalità

Non è la vicinanza la carta vincente

Una ricerca di mercato condotta dalla rete Farmondo attraverso questionari su un campione rilevante di quasi 1.230 clienti delle sue farmacie riconferma che l’attrattività del canale è data in primo luogo dalla prossimità. Il 46% degli intervistati, infatti, dichiara di scegliere la farmacia cui rivolgersi in base alla comodità: è vicina a casa (risposta prevalente, 34%), al luogo di lavoro (4%) o ancora allo studio del medico curante (8%).

L’evidenza potrebbe essere letta come un elemento di forza, in realtà non lo è. Lo si capisce a guardare chi segue nella classifica dei fattori che influenzano la scelta del punto vendita: il farmacista (33%). Non c’è da gioire a vedere “soltanto” al secondo posto l’elemento che invece farebbe la differenza non solo tra farmacia e grande distribuzione, ma anche tra farmacia e quelle forme di recapito domiciliare del farmaco di cui si sente parlare sempre più spesso. E c’è da gioire ancora meno a vedere che non è il farmacista l’elemento chiave del rapporto tra paziente e farmacia: il canale continua a godere di un livello di fedeltà molto elevato (secondo l’indagine Farmondo, l’81% dei clienti si reca sempre o prevalentemente nella stessa farmacia e solo il 4% dichiara apertamente di frequentarne altre) ma quando altre ricerche hanno chiesto ai clienti se avrebbero seguito il farmacista nel caso si fosse spostato in un’altra zona solo in pochi hanno risposto affermativamente.

E’ evidente che su questo punto bisognerà lavorare molto nel prossimo futuro. La prossimità può essere una carta preziosa da giocare quando al tavolo ci sono avversari come la gdo (che hanno una distribuzione dei punti vendita molto più concentrata), non lo è più quando all’orizzonte si affacciano nuovi competitor o formule distributive rivoluzionarie (appetite anche dal pubblico) che riescono ad arrivare fino al domicilio del consumatore. Con questi avversari la vicinanza perde ogni valore e la professionalità del farmacista torna a fare la differenza: con un corriere o un postino, infatti, non c’è gara sul versante del consiglio e dell’assistenza all’acquisto.

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